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Ultimissime Milan 24 maggio: le parole di Giroud e Pioli

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Ultimissime Milan LIVE,  le notizie del giorno in tempo reale. Ultima ora del giorno 24 maggio

Ultimissime Milan, le notizie del giorno:

Pioli a Milan Tv: «Prossimo step? Alzare l’asticella in Europa»

Stefano Pioli ha rilasciato una lunga intervista a Milan Tv all’indomani della conquista dello scudetto. Le sue parole:

SULLO SCUDETTO: «Tutte le partite hanno significato tantissimo nel nostro percorso. Certo, qualcuna l’abbiamo definita più pesante di altre, come per esempio gli scontri diretti, ma poi quelle che sulla carta sembravano più semplici si sono rivelate più complicate. Credo che il successo sia dovuto alla grande continuità che i ragazzi hanno avuto dall’inizio alla fine, non perdendo mai di vista quello che è il nostro modo di giocare, le nostre qualità e le nostre caratteristiche e credendo in quello che facciamo. Questo è il nostro segreto».

SU CHI HA CHIAMATO SUBITO DOPO IL SASSUOLO: «Ho chiamato a mia mamma. Non che non l’abbia voluta allo stadio, ma non se l’è sentita di venire e la capisco; poi erano tutti allo stadio e ho chiamato a mia mamma, era giusto così. Sa che ho vinto qualcosa di importante. Era felice. Da bambino sognavo di fare il calciatore, da calciatore sognavo di fare l’allenatore. Ho fatto tutto quello che desideravo. Credo che la cosa più bella per una persona sia far diventare la propria passione un lavoro; i miei genitori mi sono stati sempre vicini, con tre fratelli e mio padre che faceva il doppio lavoro. Una famiglia come tante con la passione per il pallone».

SUL PARAGONE CON ANCELOTTI: «Sinceramente… Non è che non ci abbia mai fatto caso a ciò che si diceva fuori, ma secondo me è sbagliato considerare vincenti solo gli allenatori che vincono qualcosa, ma bisogna considerare coloro che raggiungono l’obiettivo per il quale sono stati messi sotto contratto. Io tante volte ho fatto bene, poi per vincere ci vuole un insieme di cose, cominciando da un club e giocatori di un certo livello. Io le ho avuto e ho approfittato dell’occasione».

SUI RINGRAZIAMENTI: «Grazie al Club, a Maldini e Massara che mi hanno scelto, ai dirigenti che mi hanno sostenuto anche nei momenti delicati; tra noi si è creata subito sinergia che ci ha permesso di dialogare e discutere spesso, permettendoci di migliorare la squadra. E grazie ai giocatori: senza giocatori di talento non si può vincere un campionato così difficile. Ho messo tutto tutto nel mio lavoro. Da quando sono al Milan sento qualcosa dentro di diverso. Ho messo in campo tutti i giorni il massimo impegno, la massima volontà e la massima passione. Solo così che si può fare un percorso così continuo».

SUL PRIMO GIORNO DI RADUNO DELLO SCORSO ANNO: «Merito va al mix nel gruppo squadra: ci sono gli esperti con una mentalità incredibile, come Ibra, Kjaer e Olivier, che vogliono vincere sempre, anche nel quotidiano, accompagnati dalla gioventù degli altri calciatori che volevano migliorare. Noi dal primo giorno volevamo migliorare il risultato dell’anno scorso. Chiedevo ai miei giocatori se sarebbero stati contenti di finire ancora secondi. Non saremmo stati contenti. Questa è stata l’ambizione e la motivazione che ci ha spinto a migliorare giorno per giorno».

SU LEAO E TONALI: «È l’occhio di un allenatore. Al primo allenamento li ho visti, mi sono girato verso i miei collaboratori e ho detto loro: ‘Porca miseria’. Gli è scattato qualcosa… Ma succede coi giocatori giovani, di talento e con grande disponibilità. E ho trovato veramente giocatori intelligenti, non permalosi. Io sono un rompi… Loro sono stati bravi a capire l’obiettivo. Li ho trovati cambiati dopo la vacanza. Probabilmente ne avevano bisogno per capire tante cose».

SU PIOLI IS ON FIRE: «Sto comprendendo adesso quello che è stato il nostro percorso e ciò che possano aver immaginato i tifosi. È un’emozione incredibile sentirlo. Ma la cosa più bella è averlo fatto quando ancora non avevo vinto niente… Al di là dei luoghi comuni, i tifosi sanno riconoscere la qualità e la serietà di chi lavora nel proprio club. E questo è il ringraziamento più grande, anche più dei titoloni di questi giorni. Quel coro mi riempie di energia e di orgoglio».

SULLE TANTE VARIANTI TATTICHE: «Assolutamente sì. Per molti è stato un percorso di due anni e mezzo tra tutte le varie sedute. I nostri concetti di gioco sono molto chiari. Prepariamo le partite per avere soluzioni vantaggiose nelle due fasi di gioco, che poi cambiano di partita in partita anche in base all’avversario. Ciò che non cambia sono i concetti di gioco e la mentalità, che credo sia stata la nostra arma migliore».

SUL GIRONE DI RITORNO DELLO SCORSO ANNO: «Sì. Quando parla Paolo Maldini bisogna ascoltare e capire che cosa sia questo Club e la storia di questo Club. Ora festeggiamo, ma poi dobbiamo pensare di alzare l’asticella e di far meglio l’anno prossimo. Abbiamo scritto una storia in un Club che ha un passato glorioso e noi vogliamo tornare ad essere competitivi con continuità sia in Italia che in Europa. Il fatto di avere giovani così motivati e esperti così competitivi mi fa ben sperare».

SULLA CHAMPIONS LEAGUE DEL PROSSIMO ANNO: «Molto della crescita della squadra è arrivata tramite l’esperienza del girone di quest’anno. Abbiamo capito qual’era il livello e dove vogliamo arrivare. Certo, nel girone abbiamo trovato squadra fantastiche, tra cui il Liverpool finalista. Questo ci ha motivato. Abbiamo fatto due prestazioni non positive contro il Porto, ma con ciò abbiamo capito quanto sia diversa l’intensità e la qualità del calcio europeo. L’obiettivo è competere anche in Europa con formazioni molto forti. Chiaramente la Champions è un livello altissimo, probabilmente essere in prima fascia ci aiuterà, ma è chiaro che dobbiamo pensare di essere molto forti e competitivi per passare il girone».

SULL’AMORE DEI TIFOSI: «Sì. È una cosa fantastica che mi gratifica tanto. Mi sto gustando e assaporando tutte le emozioni perché nella vita passano velocemente. Da domani penseremo alla prossima stagione, parlando con Maldini e Massara per capire dove e come poter intervenire. Però ora gustiamoci tutti insieme perché abbiamo fatto una grande cosa, tutte le componenti. Diamo il via alla festa».

 

Giroud: «Mi sento 20enne, scudetto da pelle d’oca. E l’SMS di Sheva…»

Olivier Giroud ha parlato a La Repubblica.

VINCERE TUTTO – «Sì, ma questo scudetto con il Milan ha un sapore speciale, unico. L’unico titolo nazionale nella mia carriera l’avevo vinto dieci anni fa in Ligue 1, al Montpellier. Ero giovane. Questo è il trionfo della maturità. Ne parlavo con mio fratello. A pensarci, ho ancora la pelle d’oca, tanto più che ho vinto con la maglia del Milan».

LEGAME COL MILAN – «Abbiamo sentito l’emozione dei tifosi, che aspettavano questa gioia da 11 anni. Questo club è tornato al suo posto, sono orgoglioso di noi. Da ragazzino il mio idolo era Shevchenko: mi ha mandato un messaggio di complimenti, mi ha fatto troppo piacere».

UNDICI GOL – «Siamo un gruppo, pensiamo al collettivo. L’essenziale è averli fatti al momento giusto, come col Sassuolo, nella “finalissima”: la last dance».

CHAMPIONS – «Quello è il prossimo gradino: andare il più lontano possibile in Europa. Il gruppo è certamente in crescita e se resta lo stesso, anche come tenuta, può continuare un ciclo vincente. Non vedo l’ora di tornare a Milanello, un po’ di vacanze e basta».

PIOLI – «Sa parlare col cuore, sa trasmettere a ciascuno gli stimoli giusti per dare il massimo. Questa vittoria è certamente anche la sua».

IBRAHIMOVIC – «Zlatan è il maschio alfa. Quando prende la parola, tutti attenti. Sul pullman ha afferrato il microfono e ha fatto un omaggio personalizzato per tutti, da noi giocatori a ogni componente dello staff. Prima delle partite faceva video e messaggi: un leader, spero che possa continuare. Gli ho detto che sono fiero di avere giocato con lui. Per me è come un fratello maggiore».

LEAO ANCORA AL MILAN – «Spero proprio di sì. Appena l’ho visto in allenamento, ho pensato subito: questo ragazzo ha un enorme potenziale, se migliora la sua regolarità. Ha solo 22 anni. Se ne prende coscienza, può arrivare davvero molto in alto. Pallone d’Oro? Un passo alla volta. Intanto ha vinto il premio per il migliore giocatore del campionato. L’essenziale è che sia consapevole di quello che può fare. Io sono qui per ricordarglielo».

OBIETTIVI FUTURI – «Vincere ancora. Sono venuto qui per lo scudetto ed è arrivato. Uno sportivo vive la sua carriera per momenti come questo. In mezzo a una squadra tanto giovane, è come se avessi vent’anni. Sto vivendo la mia seconda giovinezza».