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“Dimissioni Allegri”: al Milan nessuno è più contento

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Allegri intervistato a Dazn

La sconfitta di Sassuolo mette in pericolo anche la Champions e scoppia la polemica che coinvolge Allegri

Peggio non poteva andare: il Milan perde malamente a Sassuolo e vede complicarsi anche la qualificazione in Champions.

Domani sera toccherà tifare per la Fiorentina per evitare di ritrovarsi con soltanto quattro punti di vantaggio dalla Roma a tre giornate dalla fine e con un calendario che offre la prossima settimana la sfida non semplice con l’Atalanta.

Un tracollo non atteso e che ha visto tutti i rossoneri giocare al di sotto delle proprie possibilità. A finire nell’occhio del ciclone anche lo stesso Allegri, giudicato colpevole per non essere riuscito a trasmettere alla squadra la giusta motivazione.

Il tecnico continua ad essere criticato da una parte della piazza che arriva a chiedere anche il suo licenziamento al termine di questo campionato, per evitare di ripetere un’altra stagione come quella attuale.

È questo l’opinione di una fetta sempre più consistente di tifosi rossoneri, con un’altra fetta che punta invece l’indice contro la società. Ecco quindi la divisione tra chi chiede la testa del tecnico e chi, invece, pensa che sarà lo stesso allenatore a rassegnare le dimissioni quando capirà che la società non potrà fare grandi cose sul mercato.

Milan, Allegri nel mirino dei tifosi

La divisione è lampante. Al partito dei critici della società si iscrive un utente che su X (l’ex Twitter) ipotizza le dimissioni di Allegri per contrastare dirigenti che non rispettano le promesse.

Allegri in conferenza prima di Sassuolo-Milan
(Screen youtube Ac Milan) -Milannews24.com

Così si può legge che “andare in Champions non servirà a niente. Servono 7-8 giocatori di livello che la società non prenderà mai, arriveremo alle dimissioni di Allegri vedrete. E ad un altro nono posto l’anno prossimo”.

Una visione cupa, ma non è certo migliore chi pensa che Allegri andava cacciato a novembre ma “tutto parte dall’alto: prima vanno cacciati certi dirigenti, poi posso accettare anche il suo esonero”.

Dall’altro lato c’è chi vede nello stesso Allegri il grande colpevole. Così tra i tanti #Allegriout c’è chi anche chi spiega che non sa fare i cambi e che “con lui non si va da nessuna parte”. Una visione condivisa tra diversi tifosi, magari gli stessi che dopo il derby esaltava il tecnico e ne tesseva le lodi.

È il calcio (moderno) dove è facilissimo passare da un estremo all’alto. Resta un campionato in chiaroscuro e la necessità di blindare il prima possibile il posto in Champions, prima di sedersi ad un tavolo e fare un bilancio: anche della stagione di Allegri.

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