Zero minuti finora per Christian Comotto, il giovane centrocampista del Milan chiamato ora a trovare spazio in una fase decisiva della stagione dopo le promesse estive di Amorim e Cardinale
Nel calcio le parole contano, ma alla fine è sempre il campo a dare le risposte più importanti. In estate il Milan aveva lanciato messaggi molto chiari sulla volontà di valorizzare i giovani e costruire una squadra capace di unire presente e futuro. Ruben Amorim aveva parlato dell’importanza dei talenti cresciuti nel settore giovanile, mentre Gerry Cardinale aveva ribadito più volte la centralità dei giovani all’interno del progetto rossonero.
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Eppure, dopo le prime cinque giornate di campionato, il nome di Christian Comotto rappresenta una piccola contraddizione rispetto a quelle dichiarazioni. Il centrocampista classe 2008, considerato uno dei prospetti più interessanti del vivaio milanista, non ha ancora collezionato nemmeno un minuto con la prima squadra.
Il fastidio alla caviglia che lo ha costretto a rinunciare alla convocazione in nazionale rappresenta sicuramente un ostacolo e va considerato nel percorso di crescita di un ragazzo molto giovane. Nessuno può ignorare un problema fisico, soprattutto quando si parla di un giocatore ancora in fase di sviluppo. Ma il dato resta: fino a questo momento Comotto è rimasto fuori dalle rotazioni di Amorim.
Il tour de force del Milan può diventare l’occasione giusta per Comotto
La situazione potrebbe però cambiare dopo la sosta. Il calendario metterà il Milan davanti a un periodo estremamente intenso, con sette partite in 18 giorni tra campionato ed Europa League. Una gestione intelligente della rosa sarà fondamentale e proprio in questo scenario potrebbe arrivare il momento del giovane centrocampista.
Una squadra con ambizioni importanti non può pensare di affrontare un calendario così fitto utilizzando sempre gli stessi uomini. Serviranno energie fresche, rotazioni e coraggio nelle scelte. Ed è proprio qui che Comotto può trovare la sua occasione.
Naturalmente nessuno pretende che un classe 2008 diventi immediatamente un titolare o che risolva problemi strutturali della squadra. La crescita dei giovani richiede gradualità, ma il modo migliore per prepararli al calcio dei grandi resta quello di concedere loro minuti quando il contesto lo permette.
Il Milan ha dimostrato negli ultimi anni di avere un settore giovanile capace di produrre talenti importanti. Ora serve però trasformare le dichiarazioni in opportunità concrete.
Amorim deve confermare sul campo la linea verde del progetto Milan
Il lavoro di un allenatore non si misura soltanto dai risultati, ma anche dalla capacità di valorizzare il patrimonio tecnico che una società mette a disposizione. Amorim ha parlato di una squadra moderna, competitiva e attenta alla crescita dei giovani: Comotto può rappresentare uno dei primi test concreti di questa filosofia.
Dopo la sosta servirà una svolta. Non necessariamente con grandi responsabilità immediate sulle spalle del ragazzo, ma almeno con la possibilità di entrare nel gruppo, assaggiare il campo e iniziare il proprio percorso.
Perché un talento non cresce soltanto allenandosi a Milanello. Cresce anche attraverso quei dieci, quindici o trenta minuti che possono cambiare la percezione di un giocatore.
Comotto aspetta il suo momento. Il Milan, ora, deve dimostrare che le promesse fatte in estate non erano soltanto parole.