Musah, il centrocampista rossonero parla a ESPN della sua rinascita al Milan e della convocazione in Nazionale: ecco tutte le sue parole
Tra le sorprese più ammirate del nuovo corso del Milan targato Ruben Amorim, la figura di Yunus Musah spicca per continuità e rendimento. Dopo una parentesi in prestito all’Atalanta caratterizzata da pochissimo minutaggio e molte panchine, il rientro a Milanello del centrocampista statunitense sembrava essere solo una tappa di passaggio. Tuttavia, fin dal primo giorno di ritiro estivo, l’allenatore portoghese ha deciso di puntare con decisione su di lui, trovando una risposta immediata sul terreno di gioco.
Le prestazioni di altissimo livello garantite in questo avvio di stagione hanno permetto a Musah di ritrovare la maglia degli Stati Uniti dopo un anno e mezzo di assenza. Intervenuto ai microfoni di ESPN direttamente dal ritiro della selezione americana — alla vigilia dell’amichevole contro il Canada — il numero 80 rossonero ha analizzato il suo momento magico e il legame decisivo instaurato con Amorim.
SULLA FIDUCIA CHE AMORIM HA RIPOSTO IN LUI FIN DAL RITIRO ESTIVO – «Pensavo che Amorim me lo stesse dicendo solo per trattenermi al club, come fanno altri allenatori. Ma poi, durante il ritiro prestagionale, ho visto che giocavo molto, mi parlava spesso ed era vero».
SU QUESTA PRIMA PARTE DI STAGIONE – «Ho iniziato la stagione accumulando tanti minuti e molte presenze da titolare. E ora sono tornato anche in nazionale. È stato un gran bell’inizio di stagione: avere di nuovo dei tecnici che credono in te è ciò che desideri davvero come giocatore, allenatori che ti danno fiducia e ti fanno giocare».
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SULLA STAGIONE ALL’ATALANTA – «C’era un bell’ambiente a centrocampo, ho imparato molte cose: come posizionarmi, come giocare in una mediana a due ed essere costantemente disponibile. Piccoli dettagli che ho affinato nel mio gioco, come il posizionamento e la postura del corpo, imparando a capire in quali zone del campo è il caso di rischiare».
SULLA CONVOCAZIONE CON GLI USA – «È qualcosa che sento di essermi meritato per come ho iniziato la stagione, quindi penso sia meritata da parte mia. Sto facendo ottime prestazioni per un grande club come il Milan, quindi penso abbia senso e sono felice di essere tornato».
SUL MONDIALE CHE HA EVITATO DI GUARDARE – «Letteralmente, non sono stato sui social media, non ho usato molto il telefono. Ero semplicemente fuori con la gente del posto in Ghana e a Zanzibar a godermi l’estate. Poi, nell’ultima settimana di vacanza, ho ricominciato ad allenarmi un po’ per farmi trovare pronto per il ritiro col Milan».