Il centrocampista del Milan Jashari analizza il suo momento dal ritiro elvetico alla vigilia dell’ottavo contro la Colombia
Tra gli otto tesserati del Milan ancora in corsa nella fase a eliminazione diretta del Mondiale Nordamericano, c’è anche Ardon Jashari. Il centrocampista della Svizzera sta vivendo una rassegna iridata da comprimario: tra i rossoneri approdati agli ottavi di finale negli Stati Uniti, in Messico e in Canada, soltanto il belga Koni De Winter ha collezionato finora meno minuti sul terreno di gioco rispetto al classe 2002.
Nonostante il ruolo di seconda linea, nell’anti-vigilia del delicatissimo ottavo di finale contro la Colombia — in programma martedì alle ore 22:00 —, Jashari ci ha messo la faccia intervenendo direttamente in conferenza stampa. Di seguito le sue dichiarazioni, riprese dal noto quotidiano rossocrociato Blick.
La delusione e il rapporto con il CT Yakin
Senza giri di parole, il medetano del Milan ha confessato la propria frustrazione per il minutaggio ridotto, mantenendo comunque un atteggiamento da leader e uomo spogliatoio:
«La delusione c’è, è normale. Noi calciatori abbiamo sempre l’aspettativa di giocare, è il nostro lavoro. Ho detto a Murat Yakin che sarei arrivato in ritiro con una buona energia e con il giusto atteggiamento, pronto a mettermi al servizio della squadra e ad aiutare, ma alla fine è sempre l’allenatore a decidere chi va in campo».