L’ex difensore del Milan Mauro Tassotti analizza l’avvio dei rossoneri prima della trasferta contro il Sassuolo: fiducia ad Amorim, elogi per Gila e pazienza con Gonçalo Ramos
La sosta lascia nuovamente spazio alla Serie A e il Milan si prepara a tornare in campo domenica alle 18 sul terreno del Sassuolo. In vista della ripresa del campionato, Mauro Tassotti ha analizzato il momento della squadra rossonera in un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport. L’ex difensore, oggi collaboratore tecnico del Milan Futuro, ha parlato soprattutto del lavoro di Ruben Amorim e di alcuni degli uomini più importanti della rosa.
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Il Milan ha iniziato il campionato senza sconfitte e si trova a due punti dalla vetta. Secondo Tassotti, però, servirà ancora tempo prima di poter formulare giudizi definitivi sul nuovo progetto tecnico.
AMORIM – «È davvero troppo presto per giudicare il lavoro di un allenatore nuovo, con una squadra nuova e soprattutto principi nuovi. Come era prevedibile c’è stato qualche momento di difficoltà ma anche tante buone cose proprio come nell’ultima partita contro il Lecce. Sinceramente, un inizio che ci si poteva aspettare. Ora serve tempo».
L’ex rossonero ha comunque espresso un giudizio molto positivo sull’allenatore portoghese.
IL GIUDIZIO SUL TECNICO – «Deve restare ancorato ai suoi principi e non mollare alle prime difficoltà: nella partita in casa della Lazio ha saputo leggere le situazioni e trovare rimedi al doppio svantaggio. Personalmente mi piace e molto, in campo e fuori, per esempio nel suo modo di comunicare: parla tanto e con chiarezza».
Particolare attenzione anche alla fase difensiva, con Mario Gila indicato come uno dei giocatori capaci di incidere maggiormente.
GILA – «Ha avuto un gran bell’impatto, aveva già fatto vedere di che pasta fosse fatto: in campo si sente. È dinamico, svelto, ottimo nei recuperi. La linea alta richiede giocatori veloci e lui lo è. In più, è duttile: può giocare a tre o a quattro, se il Milan cambierà».
Sugli esterni, invece, Tassotti vede ancora margini di crescita.
CHUKWUEZE E BARTESAGHI – «Chukwueze è il primo anno che si muove a tutta fascia, gli ho visto fare buone cose, e altre meno. A sinistra mi aspettavo più spazio per Bartesaghi».
Tra i giocatori sotto osservazione c’è inevitabilmente Gonçalo Ramos, al quale Tassotti chiede di concedere il necessario periodo di adattamento.
RAMOS – «Non lo definisco esattamente un bomber d’area di rigore, a Parigi ha giocato poco, in Portogallo non l’ho seguito. Mi sembra sbagliato per questo giudicarlo per la sola presenza in area, c’è modo e modo di essere centravanti e lui magari renderebbe meglio con un altro attaccante vicino. È bravo negli assist e nel gioco aereo: diamogli tempo».
MODRIC – «Va centellinato. È un fuoriclasse ma ha l’età che ha, anche se non è stato confermato per fargli un favore».
Infine lo sguardo agli obiettivi stagionali. Per Tassotti il ritorno in Champions League rappresenta il traguardo minimo, mentre per lo Scudetto servirà qualcosa in più.
OBIETTIVI – «In Italia non vedo 4-5 squadre nettamente più forti, quindi direi che la Champions deve essere la base. Per lo scudetto dovrebbero fare molto bene, ma chissà».