Marco Guidi su La Gazzetta dello Sport: «D’accordo con il club è rimasto a Milanello per cancellare i primi otto mesi del 2026»
Il Milan lavora alacremente durante la sosta per ritrovare uno dei suoi uomini simbolo nel miglior stato di forma possibile. Al centro dell’attenzione c’è Christian Pulisic, che ha deciso di non rispondere alla chiamata della nazionale statunitense per concentrarsi sul lavoro personalizzato a Milanello. Il giornalista Marco Guidi, dalle colonne de La Gazzetta dello Sport, ha analizzato il momento dell’attaccante americano, ripercorrendo i mesi difficili segnati dall’infortunio al Mondiale e spiegando la strategia condivisa tra il club rossonero, il tecnico Ruben Amorim e la federazione degli Stati Uniti per riportare il numero 11 ai suoi livelli abituali.
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Le parole di Marco Guidi su Christian Pulisic
«Nella notte tra martedì e mercoledì, Christian Pulisic ha assistito da migliaia di chilometri di distanza alla vittoria degli Stati Uniti sul Cile in amichevole (90’ in panchina per l’altro rossonero al servizio del ct Mauricio Pochettino, Yunus Musah). Evento più unico che raro, dato che Capitan America non è solito saltare partite della propria nazionale. Il momento, però, è particolare. Pulisic aveva salutato gli States dopo il ko al Mondiale contro il Belgio del 7 luglio, condito dal brutto infortunio che gli ha poi impedito di svolgere la preparazione pre-campionato con il Milan. Chris è tornato a lavorare con la squadra solo nella settimana in cui è partita la Serie A, andando subito in panchina a Torino il 23 agosto. Per l’esordio, però, ha dovuto aspettare il 12 settembre, quando Ruben Amorim lo ha gettato nella mischia all’intervallo per cercare di ribaltare la Lazio. All’Olimpico Pulisic ha dato il suo contributo alla rimonta da 0-2 a 2-2 con un assist, poi la settimana successiva ha interrotto il lungo digiuno segnando al Lecce il suo primo gol del 2026 a tinte rossonere. D’accordo con il Milan e la federazione a stelle e strisce, l’americano ha comunque deciso di rinunciare alla chiamata della sua nazionale per rimanere a lavorare a Milanello. L’obiettivo è comune a tutte le parti: Chris deve dimenticare i primi otto mesi del 2026 e tornare il Capitan America visto in tutti gli anni a Milano».