Cilli: «Il Milan ha finalmente trovato un giocatore da Milan, ecco chi è. Krosche? La sua storia parla chiaro. Il progetto è orientato al player trading» - ESCLUSIVA
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Cilli: «Il Milan ha finalmente trovato un giocatore da Milan, ecco chi è. Krosche? La sua storia parla chiaro. Il progetto è orientato al player trading» – ESCLUSIVA

Luca Cilli in esclusiva a MilanNews24: dal trionfo nel derby alle strategie di Cardinale, fino all’arrivo di Krosche e alle prospettive del mercato rossonero

Il derby vinto 3-1 contro l’Inter ha restituito un Milan convincente, capace di reagire alle difficoltà e di offrire probabilmente la migliore prestazione stagionale. Ma quanto può incidere questa vittoria sul futuro rossonero? E quali sono le prospettive legate al possibile arrivo di Markus Krösche?

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Ne abbiamo parlato in esclusiva con Luca Cilli, giornalista di Sportitalia, che ai microfoni di MilanNews24 ha analizzato il successo nel derby, il lavoro di Amorim, il rendimento dei nuovi acquisti, le strategie della proprietà e le possibili mosse sul mercato di gennaio. Un’analisi senza sconti, tra giudizi positivi e qualche critica alla gestione societaria.

Il Milan ha battuto l’Inter 3-1 nel derby, offrendo probabilmente la migliore prestazione della stagione. Che giudizio dai alla partita e al lavoro di Amorim?

«Il Milan più bello di tutta la stagione. Peraltro, è stato il Milan più bello dopo un momento sicuramente non semplice, perché non arrivava benissimo a questo derby, considerando anche quello che era successo in Europa, dove al contrario si era visto forse il Milan più brutto. Anche contro il Bologna, comunque, non c’erano stati segnali positivi.

Si è ripreso alla grande nella partita più complicata. Devo dire che mi sono piaciuti molto l’atteggiamento, l’ordine tattico e soprattutto l’impostazione della partita. Amorim è stato veramente molto bravo a prepararla e i calciatori a interpretarla ancora meglio.

È stato bravo a lavorare sulle criticità dell’Inter, sfruttando i punti deboli dell’avversario. Si è visto che la partita è stata preparata in maniera minuziosa e particolare. Mi è piaciuto soprattutto l’atteggiamento.

È stato bravo perché l’intuizione ha pagato: non era semplice e scontato piazzare Diawara in quella zona di campo contro l’Inter. Parliamo comunque di un giocatore che deve crescere ancora tanto e dimostrare di essere da Milan.

Se c’è una qualità che riconosco ad Amorim è il fatto che sta coinvolgendo tutti i calciatori a disposizione. Non ha una rosa altamente competitiva e quindi deve fare di necessità virtù. Questo significa coinvolgere tutti, anche chi magari inizialmente sembrava avere meno spazio.

La scelta di Diawara nel derby è stata rischiosa, ma ha dato risposte e indicazioni importanti all’allenatore.

Ci sono state anche scelte che non mi hanno convinto, come schierare Chukwueze a tutta fascia o Rabiot da trequartista. Secondo me ha sbagliato a forzare alcune situazioni e a cambiare ruolo a giocatori che hanno caratteristiche differenti.

Dall’altra parte, però, riconosco ad Amorim il coraggio di osare. Ha fatto giocare Diawara e, fin dal primo anno al Milan, ha dato fiducia a Cisse. Non tutti lo avrebbero fatto».

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Diego Moreira è stato uno dei grandi protagonisti del derby. Che idea ti eri fatto quando il Milan ha deciso di investire su di lui?

«È stato il miglior acquisto estivo del Milan, ma non soltanto dell’ultima sessione di mercato: credo degli ultimi anni.

Finalmente il Milan è stato bravissimo ad anticipare la concorrenza, pagando tanto un calciatore che comunque vale quella cifra.

Per me è stato il miglior acquisto del Milan in assoluto, non soltanto per quello che sta facendo vedere adesso, ma perché è un giocatore che non ha ancora espresso il massimo del proprio potenziale e ha margini di crescita enormi.

Mi piace per la qualità, che è indiscutibile, basta vedere le sue giocate. Ma soprattutto per i margini di crescita e per la sua utilità.

È un giocatore moderno, che sa fare tutto e lo sa fare molto bene. Sa segnare, ma ama anche mettersi al servizio della squadra e dei compagni. Potenzialmente ha tanti gol e tanti assist nei piedi.

Se fatto crescere nella maniera adatta, è un giocatore che può davvero spaccare le partite.

Finalmente il Milan ha trovato un giocatore da Milan. E aggiungo finalmente perché nelle ultime stagioni il club ha spesso sbagliato completamente gli acquisti. Alcuni potevano anche essere chiamate giuste, ma non hanno reso secondo le aspettative.

Finalmente il Milan ha trovato un giocatore di questo livello. E non ce ne sono tanti di giocatori da Milan nell’attuale rosa».

Goncalo Ramos non ha segnato nel derby, ma ha comunque disputato una buona partita. Qual è il tuo giudizio sul suo rendimento?

«Contro l’Inter non ha segnato, ma ha giocato un’ottima partita, mettendosi al servizio della squadra. È stata una prestazione di grande sacrificio, ma anche di grande intelligenza tattica.

Si vede che è un calciatore con qualità importanti. Però, sinceramente, per quello che è stato pagato non è un giocatore che vale quella cifra.

È un buon attaccante, ma non uno che fa la differenza. Soprattutto, bisogna riconoscere che il Milan finora non lo ha mai messo nelle condizioni di esprimere le proprie caratteristiche.

Goncalo Ramos in ogni singola partita non ha avuto mezza palla giocabile a disposizione. Gioca sempre spalle alla porta, riceve palloni sporchi, deve crearsi da solo le occasioni e il Milan non è mai riuscito a metterlo nelle condizioni di calciare in porta.

Quindi non possiamo neanche giudicarlo completamente da questo punto di vista, perché non è mai stato messo nelle migliori condizioni.

Per me è stata una cifra spropositata quella spesa per un buon attaccante, che però non è il centravanti in grado di far fare la svolta a una squadra come il Milan.

Detto questo, visto che ormai i soldi sono stati spesi, mi auguro che possa essere messo nelle migliori condizioni per esprimersi. Questo sarà uno dei compiti di Amorim da qui in avanti».

Cardinale è tornato a essere più vicino alla squadra. È un segnale positivo per il futuro del Milan?

«È stata una mossa mediatica quella di Cardinale. Credo sia stata soprattutto una scelta per rispondere alle critiche pubbliche della tifoseria e della stampa della passata stagione.

Comunque, è sicuramente un bene anche per lo stesso proprietario del Milan essere spesso a contatto con la squadra, per prendere contezza di quella che è la realtà.

Però, sinceramente, al di là delle dichiarazioni populistiche, come quella di voler vincere lo Scudetto e allestire una squadra da Scudetto, non ho visto una reale volontà di costruire una squadra che torni a vincere titoli.

Il Milan, per storia e tradizione, è uno dei club più importanti al mondo ed è chiamato sempre a partecipare per vincere.

Invece, il Milan sta partecipando per raggiungere il traguardo della Champions League, che significa visibilità internazionale, ma senza che io abbia visto una reale intenzione di invertire ulteriormente la tendenza e tornare a vincere.

Partecipare per ottenere visibilità e ricavi è una cosa, costruire una squadra per tornare ai fasti di un tempo e vincere è un’altra.

Sinceramente, da parte di Cardinale non ho visto la volontà concreta di costruire una squadra in grado di riportare il Milan ai vertici».

L’imminente arrivo di Markus Krösche come Head of Football può rappresentare una svolta per il progetto rossonero?

«Anche la mossa Krösche, per chi la vuole leggere e per chi guarda allo storico di questo dirigente, va in quella direzione.

Se pensiamo che il Milan abbia preso un direttore sportivo che costruisce squadre per vincere, credo che non siamo nella direzione giusta.

Lo dice la storia di questo dirigente: all’Eintracht ha costruito una grande squadra attraverso il player trading, prendendo giovani calciatori a 5 o 10 milioni e rivendendoli a 70-80.

Quindi Cardinale può anche parlare di voler vincere e di voler fare chissà cosa dal punto di vista dei successi, ma poi la realtà racconta un’altra strada: quella del player trading, che è sempre stata la strategia perseguita da questa proprietà.

Non significa che sia una strategia sbagliata, ci mancherebbe. Tutte le strategie possono essere valide. Ma certamente non è una strategia pensata per riportare il Milan a vincere nell’immediato».

In vista del mercato di gennaio, quali sono i reparti che il Milan dovrebbe rinforzare? E c’è mai stata la possibilità di vedere Mauro Icardi in rossonero come vice di Ramos?

«Parto da un presupposto: il mercato devi farlo in estate, non a gennaio. Perché a gennaio gli obiettivi diventano tutti più complicati da raggiungere, anche disponendo di una buona disponibilità economica. Inoltre, durante la stagione gli allenatori devono lavorare e non è semplice intervenire sulla rosa.

Già parlare di grandi investimenti da fare a gennaio significa che in estate non sei riuscito a fare tutto quello che volevi oppure che ti sei mosso, ma non hai lavorato bene e te ne sei accorto strada facendo.

Personalmente ho sempre ritenuto non del tutto sufficiente il mercato estivo del Milan. Sono stati spesi tantissimi soldi, ma la qualità media è rimasta più o meno allo stesso livello della passata stagione. L’upgrade non c’è stato.

A gennaio fare mercato è difficile. Cardinale è molto bravo nelle dichiarazioni, anche populistiche, e da questo punto di vista ci sa fare. Poi, però, la realtà è tutta da vedere.

Soprattutto, non è questa la giusta programmazione: le strategie devono essere definite per tempo e, in materia di mercato, per tempo significa in estate.

Detto questo, credo che il Milan abbia bisogno di allungare la rosa soprattutto in difesa, perché ci sono lacune piuttosto evidenti. Anche a centrocampo qualcosa deve essere fatto.

Per quanto riguarda Icardi, sinceramente non è una mia notizia. Massimo rispetto per chi ha parlato di questa situazione, ma a me non risulta nulla rispetto a quello che mi hai raccontato.

Non mi risulta, ma ripeto: massimo rispetto per chi ne ha parlato».

SI RINGRAZIA LUCA CILLI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

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