Europa League: ecco perché al Milan non converrebbe giocarla

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Il Milan potrebbe decidere di rinunciare a giocare l’Europa League l’anno prossimo e i rossoneri hanno validi motivi per farlo

Tra Milan e Uefa è in corso un braccio di ferro sul Fair Play Finanziario. Elliott sta lavorando bene per rimettere a posto i conti del club ma da Nyon non arrivano belle sensazioni. I rossoneri rischiano una sentenza piuttosto pesante e per evitare ulteriori problemi potrebbero rinunciare a giocare l’Europa League. Ecco perché la scelta del Diavolo avrebbe un senso:

Europa League: la differenza tra i ricavi è esorbitante

Il primo motivo per cui il Milan potrebbe rinunciare senza troppe preoccupazioni all’Europa League è la differenza di ricavi con la Champions League. Nel migliore dei casi i rossoneri se arrivassero in finale potrebbero guadagnare poco più di 29 milioni di euro così suddivisi:

2,92 mln di quote di partenza
1,710 mln per 3 vittorie nei gironi
1 mln di bonus come primi nel girone
500mila euro per la qualificazione ai sedicesimi
1,1 mln per la qualificazione agli ottavi
1,5 mln per la qualificazione ai quarti
2,4 mln per la qualificazione alle semifinali
4,5 mln per la qualificazione alla finale
4 mln per il vincitore dell’Europa League
3,5 mln per la partecipazione alla Supercoppa Europea
2,29 mln per la classifica dei coefficienti (Milan attualmente 16°)

(fonte Uefa.com)

La sola partecipazione ai gironi della massima coppa europea è di circa 35 milioni di euro senza considerare i premi dovuti alle prestazioni e i ricavi dal botteghino.

Le risorse che non si riceveranno dalla qualificazione alla Champions League potrebbero comunque arrivare dal mercato, ovvero da cessioni importanti. I maggiori indiziati a partire al momento sono Suso e Donnarumma. Il secondo in caso di addio (PSG e Manchester United sono sulle tracce) porterebbe ad una plusvalenza da almeno 50 milioni di euro, una cifra pari se non superiore ai ricavi derivanti dalla partecipazione ai gironi di Champions.

Europa League: non giocarla in cambio di un anno in più per arrivare al pareggio di bilancio

Sacrificare l’Europa League potrebbe inoltre servire al Milan per ricucire i rapporti con l’Uefa in attesa della sentenza sul triennio 2015-2018 che dovrebbe arrivare a breve. I rossoneri sono infatti a serio rischio esclusione dalle coppe europee a causa delle violazioni del Fair Play Finanziario e secondo quanto riporta il Corriere della Sera potrebbero quindi rinunciare a giocare l’Europa League la prossima stagione in cambio di un anno in più rispetto alla scadenza per mettere in regola i bilancio (30 milioni di passivo in 3 anni) fissata nel 2022. Il Milan in questo caso rinuncerebbe anche a ricorrere al TAS di Losanna.