Rabiot, atteggiamento inqualificabile: la fascia di capitano del Milan non si indossa per fare presenza
Editoriali

Rabiot, atteggiamento inqualificabile: la fascia di capitano del Milan non si indossa per fare presenza

Contro il Ferencvaros è arrivata una prestazione deludente del centrocampista francese Rabiot. Ma a preoccupare non è soltanto il rendimento tecnico

Ci sono partite che si possono perdere e partite che non si possono accettare. Milan-Ferencvaros appartiene decisamente alla seconda categoria. Lo 0-2 incassato a San Siro ha certificato una serata disastrosa per i rossoneri, ma tra i giocatori finiti inevitabilmente sotto la lente d’ingrandimento c’è anche Adrien Rabiot. E non soltanto per quello che ha fatto con il pallone tra i piedi.

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Il francese aveva un compito supplementare: indossare la fascia di capitano. Con Mike Maignan squalificato, è toccato a lui rappresentare la squadra in campo. Una responsabilità importante, soprattutto considerando il momento complicato che sta attraversando il Milan in Europa League. Ebbene, la prestazione offerta non è stata all’altezza né del giocatore né del ruolo che gli era stato affidato.

Sia chiaro: nessuno pretende che un capitano debba risolvere ogni partita da solo. Non gli si chiede di segnare, fare assist e vincere tutti i contrasti. Ma ci si aspetta qualcosa di diverso: personalità, presenza, capacità di trascinare i compagni e soprattutto quella rabbia agonistica che dovrebbe emergere quando le cose si mettono male.

Contro gli ungheresi, invece, il Milan è sembrato una squadra senza anima. E Rabiot non è riuscito a invertire la tendenza. La sua prestazione è stata insufficiente, con poche idee, imprecisioni e difficoltà nel trovare la posizione giusta. Anche le valutazioni dei quotidiani hanno fotografato una serata negativa, con voti decisamente bassi.

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LA FASCIA NON È UN ACCESSORIO: RABIOT DOVEVA DARE L’ESEMPIO

Ed è proprio questo il punto. La fascia di capitano non è un semplice pezzo di stoffa da indossare prima del fischio d’inizio. È una responsabilità, un simbolo, un impegno nei confronti della squadra e della tifoseria.

Il Milan ha una storia che impone rispetto. Chi porta quella fascia deve sapere che rappresenta qualcosa di molto più grande della propria prestazione individuale. Deve essere il primo a reagire, il primo a richiamare i compagni, il primo a pretendere intensità quando la squadra sembra addormentata.

Rabiot ha esperienza internazionale, ha giocato in grandi club e conosce perfettamente il peso di determinate responsabilità. Proprio per questo la sua partita lascia ancora più perplessità. Non si può pretendere di essere considerati un leader soltanto perché si possiedono determinate caratteristiche tecniche o un curriculum importante.

Il carisma si dimostra quando la squadra affonda, non quando tutto funziona.

E qui entra in gioco anche Amorim. La scelta di affidargli la fascia è stata una decisione tecnica e di leadership, ma dopo una prestazione del genere è legittimo domandarsi se sia davvero lui il riferimento giusto per trascinare il gruppo nei momenti di difficoltà.

BASTA GIUSTIFICAZIONI: IL MILAN HA BISOGNO DI VERI LEADER

Il problema, naturalmente, non riguarda soltanto Rabiot. Sarebbe troppo comodo individuare un unico responsabile per una sconfitta maturata attraverso una prestazione collettiva disastrosa. Il Ferencvaros ha meritato di vincere e il Milan ha mostrato limiti evidenti in praticamente ogni reparto.

Ma proprio nelle serate peggiori emergono le gerarchie e si capisce chi è disposto a prendersi responsabilità.

Non basta essere leader sulla carta. Non basta avere esperienza, stipendio importante o un passato prestigioso. Bisogna meritarsi il rispetto dei compagni e dei tifosi attraverso quello che si dimostra sul terreno di gioco.

Rabiot ha certamente le qualità per essere un riferimento del Milan, ma contro il Ferencvaros non le ha messe in mostra. E la fascia di capitano avrebbe dovuto rappresentare uno stimolo ulteriore, non un dettaglio secondario.

Adesso servono risposte. Il francese deve dimostrare di poter essere un trascinatore anche nelle difficoltà, perché il Milan non ha bisogno di capitani di circostanza.

Indossare la fascia rossonera è un privilegio, ma soprattutto un dovere. E contro il Ferencvaros, Rabiot non è riuscito a onorarlo.

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