Conferenza stampa Amorim: le parole del mister alla vigilia dell’esordio in Europa League, il Milan affronterà il Benfica a San Siro
Alla vigilia di Milan-Benfica è intervenuto in conferenza stampa Ruben Amorim. Queste le parole dell’allenatore rossonero:
L’ESORDIO IN EUROPA LEAGUE «Non vediamo l’ora di iniziare. Sappiamo che Rui Costa il presidente del Benfica è stato un riferimento importante per il Milan. Anche io e Ramos abbiamo avuto un passato al Benfica. Sarà una partita come le altre, l’unica cosa particolare è che il nostro esordio in Europa League».
OBIETTIVO «L’obiettivo va da sé è vincere, sappiamo che ci sono tante squadre competitive, la cosa che può far la differenza è contare su una rosa degna di questo nome. Se c’è la motivazione e una giusta alternanza penso si possa vincere ogni competizione. Abbiamo l’obiettivo di andare in finale».
LAZIO-MILAN «Ho fatto le mie valutazioni, abbiamo giocato un secondo tempo diverso che non riguarda solo due o tre nomi. Non sono quel tipo di persona che dice di mantenere lo stesso 11 iniziale, c’è stato un cambiamento a livello di atteggiamento. Ricordiamoci che ci sono più settimane in cui dobbiamo gestire 3 partite».
IPOTESI BENFICA «C’era stata la possibilità che tornassi in Portogallo ma io avevo detto di no, volevo riposarmi. Però poi mi ha chiamato il Milan e mi ha fatto cambiare idea, non potevo dire no. Sicuramente non sarei tornato in Portogallo. Questa di tornare al Milan è stata la decisione più importante».
MODRIC «Importante impostare lo schema avendo un possesso palla. Tanti hanno un parere unico su un giocatore, basti pensare a Moreira, contro la Juventus era considerato inadatto, dopo la Lazio tutto il contrario. Quando si tratta di certi giocatori non mi sento nelle condizioni di trarre delle conclusioni affrettate».
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HUTCHINSON «Potrebbe essere pronto a giocare ma tengo segreto sulla formazione iniziale».
IL BENFICA PUO’ AMBIRE AL TROFEO? «Perché non dovrebbe ambire a vincere la competizione? E questo vale anche per il Milan. Sappiamo che ci sono tre team inglesi molto forti nella competizioni, ma sta a noi arrivare fino in fondo».
MILANO SECONDA CASA «Mi manca il Portogallo ma ora sono qui e posso considerare Milano una seconda casa».
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HA SCELTO UN 11 TITOLARE «Abbiamo le idee chiare su cosa può fare ogni giocatore e abbiamo un’idea sulla formazione iniziale. Ma non è pensabile affrontare una stagione intera su 11 o 14 giocatori, perché l’identità deve essere costruita a livello di team».
ESISTE UN OBIETTIVO MINIMO? «Nei grandi club non esiste un obiettivo minimo, nei grandi club non esiste. Se non vinciamo siamo passabili di critiche».