HANNO DETTO
Leao Milan, Vernazza netto: «Immaturità perenne, ma in questa stagione…»
Leao Milan, Vernazza netto: «Immaturità perenne, ma in questa stagione…». Segui le ultimissime sui rossoneri
Il momento che sta attraversando il Milan è di quelli cruciali, un bivio tra il talento puro e la necessità di una disciplina tattica ferrea. Sulle colonne della Gazzetta dello Sport, il giornalista Sebastiano Vernazza ha dedicato un approfondimento dettagliato a Rafael Leao, l’attaccante portoghese classe ’99 capace di spaccare le partite con la sua velocità bruciante, ma spesso criticato per una certa discontinuità. L’analisi arriva in un momento delicato per i rossoneri, impegnati a metabolizzare i nuovi dettami tecnici
PAROLE – «Questo ragazzo soffre di un’immaturità perenne, come se gli anni scorressero al contrario. Lo abbiamo pensato l’altra sera, nell’osservare Leao protagonista di una nuova scena buffa, contro la Lazio all’Olimpico. Nella stagione scorsa, alla fine di agosto del 2024, nello stesso stadio e contro la medesima squadra, si era ammutinato assieme a Theo Hernandez. I due avevano disertato la riunione tecnica volante chiamata da Paulo Fonseca sul campo, durante la pausa rinfrescante per caldo. Domenica è uscito con lentezza, indispettito per la sostituzione, ha respinto l’abbraccio di Massimiliano Allegri e in spogliatoio ha litigato con Christian Pulisic, colpevole di non avergli passato un pallone. Scene da un matrimonio agli sgoccioli. Leao l’incompiuto, l’insofferente, un Peter Pan sempre in cerca dell’isola che non c’è, vale a dire un calcio senza allenatori in cui tutti sono liberi di giocare come gli va. Leao ha quasi 27 anni – li compirà il 9 giugno – e finoraha perso ogni treno per il salto in alto. Se alla sua settima stagione di Milan siamo qui a chiederci quando diventerà grande, a interrogarci su un potenziale enorme, però non espresso in tutto e per tutto, significa che Leao è ancora imprigionato nella zona grigia del ‘potrei, ma non voglio o non riesco’. In questa stagione, a nostro parere, qualche ragione ce l’ha. Allegri ha cercato di piegarlo al proprio credo tattico, il sistema 3-5-2, e l’ha investito del ruolo di centravanti. Rafa ha finto di entusiasmarsi – se si fosse opposto, avrebbe giocato poco – e ha accettato, ma la nuova posizione centrale lo ha consumato, gli ha sottratto spazi ed aria. Leao è un’ala d’attacco, ha come riferimenti le linee bianche del fallo laterale e del fondo campo, vive di dribbling e di cavalcate, di tiri rubati a terzini storditi dalle sue finte. Accentrarlo equivale a soffocarlo. Forse la stizza di Roma si spiega così, con la frustrazione da snaturamento»