Il Milan di Pioli in questo 2024 sta tenendo un rullino da Scudetto. Così l’allenatore scaccia il fantasma Conte come fatto con Rangnick
Il vento è cambiato. Da metà dicembre 2023 ad oggi il Milan di Pioli non conosce la parola sconfitta in campionato. Nove risultati utili consecutivi con 7 vittorie e 2 pareggi e vittime illustri. Ultima il Napoli con i tre punti firmati da quel Theo Hernandez che, dopo la trasferta di Empoli, è stato uno dei primi a confermare la piena fiducia nel proprio allenatore.
A lui hanno fatto seguito prima Ibrahimovic, poi Furlani e infine Scaroni. Il tutto, per scacciare quelle voci che lo vogliono al passo d’addio a fine stagione con Antonio Conte, su tutti, pronto a prenderne il posto. Il messaggio è chiaro: squadra e società sostengono il proprio allenatore, nessuno rema contro. Pioli intanto fa parlare il campo e va avanti per la sua strada. Uno scenario che sembra già visto in casa rossonera:
chiedere a Ralf Rangnick. Era la stagione del Covid e del lockdown, si scendeva in campo a luglio e nella seconda parte del campionato il Milan aveva fatto 30 punti su 36. Eppure sembrava tutto scritto per il cambio in panchina. Invece poi è arrivato il dietrofront. Mai scelta fu più azzeccata: “Freed from desire” diventa “Pioli is on fire“- prima cantata dai giocatori in pullman, poi da uno stadio intero – la musichetta Champions torna a sentirsi dalle parti di Milanello dopo 7 anni e l’anno successivo, a metà febbraio, il sorpasso decisivo all’Inter vuol dire scudetto.
Quest’anno i troppi infortuni, l’eliminazione in Champions e la distanza proprio dai cugini neroazzurri capolisti, avevano messo tutto di nuovo in discussione. Proprio come in quel 2019-20, però, ancora una volta a dicembre Bergamo e l’Atalanta sono diventati il crocevia per la svolta. Il Milan corre e regge i ritmi dell’Inter e punta l’Europa, il Rennes e Conte sono avvisati.