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Roma Milan, il braccio di Bartesaghi e il tocco di Pulisic: il giudizio dell’AIA sulle scelte di Colombo
Roma Milan – Il giudizio dell’AIA sulla prestazione del direttore di gara Alberto Colombo, promosso o bocciato?
La direzione di gara della sfida tra Roma e Milan, conclusasi tra le scintille e i dubbi dei tifosi, riceve un avallo significativo dai vertici arbitrali. Al centro dei riflettori è finita la prestazione dell’arbitro Andrea Colombo, il fischietto della sezione di Como che ha gestito un match teso con personalità, la cui condotta è stata valutata molto positivamente dagli osservatori dell’AIA e dalla stampa specializzata.
Secondo quanto riportato da Gazzetta.it, l’operato di Colombo è da considerarsi da “pieni voti”. Le critiche post-partita, nate dalla concitazione del campo, sembrano scontrarsi con una lettura tecnica rigorosa delle due situazioni chiave che hanno definito l’andamento della gara e scatenato le proteste delle panchine.
Il tocco di Bartesaghi: braccio “extra-figura”
La prima situazione analizzata riguarda il tocco di mano di Davide Bartesaghi, il giovane terzino rossonero cresciuto nel vivaio del club e apprezzato per la sua versatilità difensiva. In questo frangente, la decisione di assegnare il calcio di rigore è stata giudicata corretta. La spiegazione tecnica è chiara: il braccio del difensore parte in una posizione “extra-figura” e, nonostante il tentativo di movimento, vi rimane, aumentando lo spazio occupato dal corpo e intercettando la traiettoria del pallone in modo non regolamentare. Per Colombo, dunque, non ci sono stati dubbi nel decretare il tiro dagli undici metri.
Il caso Pulisic: la naturalezza del movimento
Di segno opposto, invece, la valutazione sul contatto che ha coinvolto Christian Pulisic, l’esterno offensivo statunitense capace di strappi in velocità e colpi di classe. In questo secondo episodio, la decisione di non fischiare il rigore ha inizialmente sollevato perplessità tra le fila dei giallorossi. Tuttavia, l’analisi tecnica confuta le proteste: il braccio dell’attaccante milanista è stato considerato lungo il corpo e in una posizione assolutamente naturale per la dinamica dell’azione. Non essendoci un aumento del volume corporeo o un movimento volontario verso la sfera, il gioco è stato giustamente lasciato proseguire.
Questo verdetto dell’AIA, rilanciato dai principali media sportivi, punta a gettare acqua sul fuoco delle polemiche, confermando come l’uniformità di giudizio e l’aderenza al regolamento siano state rispettate in uno degli incroci più delicati del campionato.