La crisi infinita del Faraone

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Nemmeno a Verona El Shaarawy è riuscito a invertire il preoccupante trend di prestazioni negative offerto nello scorcio inaugurale di questa stagione. La reazione d’orgoglio che lo ha visto proferire un “vaffa” a un referente tutto da decifrare, al momento della sostituzione della sfida del Bentegodi, è  il segnale probatorio di un malessere che il Faraone cova da diversi mesi.
Difficile pensare a problemi di comunicazione con Inzaghi, considerato che prima del test con l’Hellas, riferendosi al proprio tecnico, l’attaccante aveva dichiarato: “Voglio dimostrare il mio valore, anche se lui dice che non devo dimostrare niente a nessuno”.
Anche da ciò si evince che l’allenatore è il primo a credere nelle potenzialità di Stephan, e non potrebbe essere altrimenti, se è vero che pure la scelta del modulo a tre punte con cui il Milan ha approcciato in pratica tutte le partite sin’ora disputate proviene da una precisa esigenza tecnico-tattica di Inzaghi, per sfruttare e valorizzare al meglio le qualità individuali dell’esterno italo-egiziano. Il problema è semmai del giocatore e della sua incapacità di tornare a esprimersi con continuità sui livelli di gioco stratosferici di due stagioni or sono, quando nel girone di andata s’installò per diverse settimane al comando della classifica marcatori della Serie A.
Stephan è consapevole di essere fuori per scelta tecnica, come ha ammesso egli stesso in occasione dell’evento Samsung tenutosi a Marghera qualche giorno fa: “Sono un pò dispiaciuto e anche un pò incazzato per essere stato così tanto in panchina”. Quel che è certo è che solo Elsha può persuadere Inzaghi a riproporlo titolare. D’altra parte, il tecnico piacentino sull’argomento è stato chiaro fin dal primo giorno del suo corso sulla panchina rossonera, ribadendo in più circostanze, per il bene del gruppo, l’esclusione di preconcetti nella scelta degli undici da schierare di volta in volta, tanto più che quest’anno la concorrenza là davanti si è fatta spietata, con gli innesti perfettamente integrati di Menez e Bonaventura, e la sorprendente metamorfosi di Honda,  senza dubbio il migliore giocatore della squadra, non fosse altro che per le 6 reti complessive nelle 7 apparizioni stagionali.
Ritrovando la maglia da titolare nel Milan El Shaarawy darebbe anche qualche grattacapo in più a Conte, che su di lui a dimostrato di puntare, avendolo già convocato in occasione della gara di qualificazione ai prossimi Europei giocata e vinta dall’Italia contro la Norvegia. La palla passa ora al Faraone.

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