HANNO DETTO
Bianchin e il successo del Milan: «Questo Cagliari-Milan sarebbe piaciuto a Berlusconi. Il corto muso non si allena, vi dico perché»
Bianchin sottolinea come la gestione del pallone e la solidità difensiva abbiano permesso ai rossoneri di espugnare Cagliari
La vittoria del Diavolo in terra sarda porta la firma della maturità. Secondo Luca Bianchin, noto giornalista della Gazzetta dello Sport, la prestazione offerta contro il Cagliari rispecchia i desideri storici della presidenza Berlusconi: dominare il gioco quando si è in vantaggio. I rossoneri hanno chiuso la ripresa con un significativo 55% di possesso palla, neutralizzando ogni tentativo di reazione della squadra di casa.
In cabina di regia, a dettare i tempi è stato Luka Modric, l’eterno fuoriclasse croato e vincitore del Pallone d’Oro, che ha trasformato la gestione del ritmo in un’arte. Di contro, la formazione isolana è apparsa spuntata: Gennaro Borrelli, il possente centravanti dei sardi, non ha mai trovato lo spunto giusto, così come sono rimasti nell’ombra il talento turco Semih Kilicsoy e i fantasisti Sebastiano Esposito e Gianluca Gaetano.
Il merito di questa solidità va a Massimiliano Allegri, l’esperto allenatore toscano maestro della tattica, che ha costruito una difesa impermeabile. Il nono clean sheet stagionale è stato agevolato da una protezione costante della propria area, riducendo al minimo l’impegno di Mike Maignan, il reattivo estremo difensore della nazionale francese, chiamato in causa solo da un debole colpo di testa di Michel Adopo, centrocampista fisico del club sardo.
Sulla gestione della partita e il possesso palla
«Questo Cagliari-Milan sarebbe piaciuto a Berlusconi, da sempre convinto che in vantaggio c’è una sola cosa da fare: tenere il pallone. Il Milan nel secondo tempo ha avuto il 55% di possesso palla, ribaltando la regola stagionale per cui, quando ha la palla, generalmente non vince. Macché, il Cagliari ha girato molto a vuoto e non è stato mai pericoloso. Non una giocata di Borrelli in area, non un Kilicsoy fastidioso, nemmeno un dribbling davvero efficace di Esposito o Gaetano. Il grande maestro del ritmo, ovviamente, è stato Luka Modric: quando contava, ha gestito pallone, compagni e avversari. “Bisogna capire i momenti e giocare bene nel momento”, ha detto Allegri alla fine. È quello il senso: se sei avanti, non serve correre rischi».
ALLEGRI – «Il corto muso non si allena, ha detto Allegri alla fine. Sì, ma si costruisce partendo dalla fase difensiva. Il Milan ha chiuso con la porta inviolata per la nona partita su 18: tante. A Cagliari è andato oltre, perché Maignan ha dovuto parare solo un colpo di testa centrale di Adopo, che non avrebbe dato fastidio a un portiere del campionato Esordienti».