Il 4-2-3-1 offensivo di Borbély guida la capolista a punteggio pieno: numeri da capogiro e la coppia Zachariassen-Yusuf a spaventare San Siro
In vista della quarta giornata della League Phase di Europa League, il Milan si prepara a sfidare un Ferencváros in forma smagliante. La guida tecnica del club biancoverde ha subito una svolta profonda durante l’ultima sessione estiva: dopo le dimissioni rassegnate da Robbie Keane lo scorso maggio, la dirigenza ha scelto di affidarsi a Balázs Borbély.
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L’allenatore è arrivato a Budapest dopo la brillante parentesi all’ETO Győr, formazione con cui nella passata stagione è riuscito nell’impresa di soffiare lo scudetto ungherese proprio al Ferencváros. Il marchio di fabbrica del nuovo corso è un 4-2-3-1 propositivo, votato al dominio del gioco e a un’altissima efficienza realizzativa.
Rolino di marcia imponente e i pericoli Zachariassen e Yusuf
La risposta del campo a questo cambio d’impostazione è stata immediata e travolgente. Considerando tutte le competizioni, il bilancio stagionale degli ungheresi parla chiaro: 24 partite disputate, 16 vittorie, 7 pareggi e un solo ko, arricchiti dall’impressionante cifra di 56 reti realizzate a fronte di appena 19 subite. In campionato la squadra staziona al terzo posto a due sole lunghezze dalla vetta ma con un incontro da recuperare (potenziale primato in solitaria), mentre in Europa League guida la classifica a punteggio pieno dopo i successi su Celtic (3-1), Viktoria Plzeň (2-1) e Torreense (4-1).
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Nel sistema di Borbély spiccano due individualità di assoluto spessore da tenere sotto stretta osservazione:
- Kristoffer Zachariassen: Il trequartista norvegese sta vivendo un momento d’oro con 11 centri complessivi in stagione. In Europa League condivide lo scettro di capocannoniere del torneo a quota 3 gol proprio con il rossonero Alphadjo Cisse.
- Bamidele Yusuf: Il riferimento avanzato dei biancoverdi garantisce profondità e fisicità, avendo già collezionato 9 marcature stagionali a supporto della manovra offensiva.
Per la formazione di Ruben Amorim si preannuncia un test tattico ed emotivo di grande spessore contro uno degli attacchi più in forma dell’intero panorama europeo.