Conferenza stampa Amorim pre Milan Ferencvaros: il tecnico presenta da Milanello la sfida di domani contro gli ungheresi in Europa League
Ruben Amorim, tecnico del Milan, presenta in conferenza stampa la sfida di domani alle 18:45 in Europa League contro il Ferencvaros. Le sue dichiarazioni raccolte da Milannews24:
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SERVE CONTINUITA’ – «Il nostro obiettivo è proprio questo. Il derby ormai appartiene al passato e adesso dobbiamo concentrarci sull’impegno europeo. Contro l’Inter abbiamo mantenuto un buon livello per tutta la gara, mentre in altre occasioni ci è mancata questa costanza. Non conta chi scenderà in campo o quante modifiche faremo: vogliamo vincere e proseguire il nostro cammino nella competizione».
TURNOVER – «La gara che conta maggiormente è sempre quella che dobbiamo affrontare. Allo stesso tempo, però, dobbiamo tutelare alcuni elementi, perché non possiamo rischiare di perderli per le prossime settimane. A volte insistere nel non concedere riposo a un calciatore può significare ritrovarselo indisponibile per un mese o anche un mese e mezzo. Domani vogliamo vincere e faremo dei cambiamenti. Tutti sono pronti. Il Ferencvaros è un avversario di valore, ha conquistato nove punti e non ha ancora conosciuto sconfitte nel proprio campionato».
DIFFERENZA DI RENDIMENTO TRA CAMPIONATO ED EUROPA LEAGUE – «Non è semplice individuare una spiegazione precisa. Le rotazioni possono incidere, perché alcune decisioni modificano anche il nostro modo di stare in campo. Contro il Benfica, per esempio, abbiamo sofferto quando loro sono riusciti a produrre occasioni. Con il Salisburgo, invece, abbiamo ottenuto una vittoria convincente. A Bournemouth abbiamo subito un’espulsione e due rigori, ma la responsabilità di quanto accaduto è stata nostra. Non sono contento del rendimento né in Europa League né in Serie A: abbiamo margini per crescere. Finora abbiamo incontrato difficoltà nella competizione europea, ma domani abbiamo l’opportunità di offrire una prestazione migliore e portare a casa i tre punti».
FERENCVAROS – «È una formazione abituata a ottenere risultati e questo vale in qualsiasi contesto. Vincere con regolarità alimenta la fiducia e loro stanno attraversando un ottimo momento anche in campionato. Utilizzano il 4-2-3-1 e hanno principi di gioco ben definiti. Nagy, in particolare, possiede grandi qualità nella gestione della costruzione. Sono una squadra sicura dei propri mezzi e arriveranno a San Siro senza particolari pressioni. Noi, invece, abbiamo il dovere di fare una grande partita e mantenere alta l’attenzione. Ho ricordato ai ragazzi che nel derby abbiamo fatto bene grazie all’umiltà e alla cura dei particolari. Dovremo riproporre lo stesso atteggiamento, perché affrontiamo una squadra di grande valore».
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CASSANO HA DETTO CHE NON E’ SCONTATO CHE MILAN E JUVE VINCANO L’EUROPA LEAGUE – «È assolutamente così. Possiamo ottenere una vittoria contro qualsiasi avversario, ma allo stesso modo possiamo andare incontro a una sconfitta. Tutto dipende da come affrontiamo le partite, senza guardare al nome di chi abbiamo davanti. Oggi tutti conoscono molto bene gli avversari, i giocatori hanno gli strumenti per studiarli e gli allenatori possono preparare le gare nei minimi dettagli. Il risultato dipende soprattutto da noi, anche se naturalmente serve qualche volta un po’ di fortuna».
IDENTITA’ DEL MILAN – «Mi domandate spesso quando raggiungeremo il nostro livello migliore, ma non credo che esista un traguardo definitivo. Anche vincendo ogni partita dovremmo continuare a cercare miglioramenti. Abbiamo già una nostra idea di calcio: vogliamo essere padroni delle gare, anche se non sempre riusciamo a esserlo. Modifichiamo talvolta il sistema di gioco e alcuni comportamenti difensivi senza che dall’esterno sia immediatamente evidente. La nostra filosofia è quella di proporre calcio. Dobbiamo però diventare più efficaci nel portare gli avversari vicino alla loro area e costruire un numero maggiore di occasioni. Stiamo facendo progressi, anche nella gestione delle diverse fasi della partita, ma dobbiamo lavorare ancora molto, soprattutto negli ultimi trenta metri. È mio compito aiutare i giocatori a migliorare».
FASE DIFENSIVA CONTRO L’INTER – «Il derby è ormai alle spalle e domani avremo un’altra occasione per dimostrare i nostri progressi difensivi. Abbiamo saputo difenderci mantenendo il possesso della palla, riuscendo così a gestire meglio le situazioni. Nel calcio anche le distanze minime fanno la differenza. Rispetto alla partita con il Bologna abbiamo fatto passi avanti e siamo stati particolarmente aggressivi sulle corsie esterne. Koni ha disputato una grande partita, ma quando Thuram riceve un cross diventa complicato contenerlo. Per questo abbiamo cercato di impedire agli avversari di crossare con maggiore pressione. Dovremo comportarci allo stesso modo domani. Il Ferencvaros è abituato a vincere e quando una squadra ottiene tanti successi significa che possiede qualità precise: dobbiamo studiarle e farci trovare preparati».
DIAWARA – «Merita di essere elogiato per quello che sta facendo quotidianamente. Ha attraversato una fase nella quale giocava poco e questo gli aveva provocato un po’ di delusione, ma non ha mai smesso di lavorare con grande serietà. Ritengo che possa ricoprire questo ruolo sulla fascia. In precedenza abbiamo utilizzato Moreira in quella posizione, mentre contro l’Inter abbiamo scelto Diawara: la collocazione era identica, ma il modo di interpretarla era differente. Durante la pausa lo abbiamo anche sperimentato come terzino sinistro nella partita contro il Padova e ha dato risposte interessanti. Possiede velocità, forza e importanti margini di miglioramento. Contro l’Inter avevamo studiato attentamente il pericolo rappresentato dai cross, soprattutto sulla loro corsia sinistra. Anche senza Dimarco, il principio tattico non cambiava e abbiamo pensato che utilizzare Koni e Pavlovic per contrastare i palloni alti potesse funzionare. Su un cross di Calhanoglu abbiamo rischiato di subire gol, ma nel complesso credo che Diawara stia crescendo molto. Ha ancora tante qualità da sviluppare e non escludo che domani possa essere schierato dall’inizio».
PUNTO DI FORZA – «La nostra caratteristica principale è proprio la capacità di affrontare le partite pensando sempre al risultato. Per me viene prima il gruppo rispetto alle qualità del singolo, anche se naturalmente disponiamo di ottimi giocatori. Il centravanti del Ferencvaros è particolarmente pericoloso quando trova spazio e può essere impiegato sia largo sia centralmente: penso che contro di noi agirà da punta. Anche Nagy è fondamentale per loro, perché legge molto bene le situazioni di gioco e sa scegliere quando arretrare per ricevere oppure quando rimanere più avanzato. Apprezzo molto questo tipo di calciatore. Hanno inoltre un terzino sinistro di qualità, destro di piede e capace di accentrarsi. Sono caratteristiche che contribuiscono a rendere riconoscibile il loro modo di giocare. Dovremo assimilare tutte queste informazioni per prepararci nel modo migliore. La cosa fondamentale è conquistare la vittoria: abbiamo soltanto tre punti in Europa League e domani non possiamo permetterci altri passi falsi».
SECONDO TEMPO DEL DERBY – «È un’osservazione interessante, ma non possiamo considerare separatamente le due frazioni di gioco. Quello che è successo nella ripresa è stato anche una conseguenza di quanto costruito nel primo tempo, quando siamo passati in vantaggio e successivamente abbiamo gestito la partita in quel modo. Abbiamo dimostrato una maggiore capacità di interpretare le situazioni e la squadra ha funzionato bene in tutti i reparti. Avremmo potuto sfruttare meglio qualche occasione per mandare un giocatore alle spalle del centrocampo dell’Inter: abbiamo gestito bene il pallone, ma possiamo ancora migliorare. Resta comunque una singola partita. Concentrarsi esclusivamente sul derby sarebbe un atteggiamento da squadra piccola: per noi ogni incontro ha lo stesso valore. La gara di domani mi darà altre indicazioni sul livello raggiunto dal gruppo. Non sto più pensando all’Inter. È stata una bella soddisfazione vincere, certamente, ma non ho ancora dimenticato la sconfitta contro il Bologna. Domani voglio vedere una squadra forte e determinata a conquistare il successo».
QUANDO LO VEDREMO EMOZIONATO COME CARDINALE – «Probabilmente quando riusciremo a conquistare lo scudetto o un trofeo davvero importante. Fino a quel momento considererò ogni giornata come una normale tappa del nostro percorso. Devo ammettere che anche durante il derby ho provato sensazioni che non avevo previsto, così come immagino sia successo a Cardinale. Il presidente ha rilasciato dichiarazioni importanti, confermando la propria fiducia nel lavoro dell’allenatore. Allo stadio si è respirata una bellissima atmosfera e lui ha vissuto quel momento con grande partecipazione. È americano, ma trascorrendo tempo in Italia è inevitabile assorbire qualcosa della nostra cultura. Per quanto mi riguarda, non mi lascerò andare alle emozioni finché non avrò conquistato un trofeo. E anche dopo aver vinto, probabilmente sarò già concentrato sul prossimo campionato da conquistare. Non credo che mi vedrete facilmente emozionato».