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Ibrahimovic: sei anni dal ritorno che ha cambiato la storia del Milan
Ibrahimovic, oggi ricorre l’anniversario del ritorno dello svedese in rossonero: Zlatan decisivo per lo scudetto del 2022
Il 2 gennaio 2020 non è stata solo una data sul calendario, ma l’inizio di una restaurazione culturale. Quando Zlatan Ibrahimović varcò nuovamente i cancelli di Milanello a 38 anni, molti parlarono di operazione nostalgia. I fatti, sei anni dopo, raccontano un’altra verità: è stato il “Big Bang” del Milan moderno.
L’impatto di Ibra: numeri e mentalità
Il ritorno dello svedese ha agito come un acceleratore di particelle per un gruppo giovane e privo di punti di riferimento:
- Debutto col botto: Ibrahimović segnò subito al debutto da titolare a Cagliari (vittoria per 2-0), lo stesso avversario che il Milan affronta stasera. In quel primo anno di ritorno, mise a referto 22 gol in 30 partite complessive.
- Lo scudetto del 2022: Pur con meno minuti in campo, la sua leadership è stata il collante fondamentale per il titolo conquistato con Pioli. La sua pretesa di standard altissimi in allenamento ha trasformato talenti acerbi in campioni fatti e finiti.
- Svolta mentale: Ibra ha riportato a Milanello la “cultura del lavoro”, un concetto che oggi Massimiliano Allegri ha posto come pietra miliare del suo progetto tecnico per il 2026.
Oggi: il nuovo ruolo da Senior Advisor
A sei anni da quella firma, Zlatan è ancora il perno del mondo rossonero, ma dietro una scrivania. Dall’11 dicembre 2023, riveste il ruolo di Senior Advisor per RedBird e per il management del Milan:
- Ponte tra proprietà e squadra: Ibra lavora a stretto contatto con Gerry Cardinale e il DS Igli Tare, agendo come motivatore e consulente strategico per l’area sportiva e commerciale.
- Presenza a Milanello: Non ha un ufficio fisso, ma è la figura che trasmette i valori del club ai nuovi acquisti, come accaduto recentemente con Niclas Füllkrug, orientandoli verso la mentalità vincente che lui stesso ha reintrodotto nel 2020.