Montolivo querela Criscitiello: «Non ho complottato per cacciare Gattuso»

Gennaro Gattuso-Leonardo Montolivo
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Montolivo avrebbe querelato il direttore di Sportitalia Criscitiello per diffamazione a causa delle voci sulla sua partecipazione alla cena per far fuori Gattuso

Qualche tempo fa il Milan ed in particolare il tecnico Gennaro Gattuso stavano vivendo un momento di crisi da cui sembrava non sarebbero riusciti ad uscire. I rossoneri ad ottobre uscivano sconfitti nel derby e chiudevano con zero punti anche le sfide con Betis Siviglia e Juventus in casa. Proprio in quel momento Sportitalia lanciava l’indiscrezione in merito ad un summit tra la dirigenza del club di via Aldo Rossi e il possibile sostituto di Gattuso, ovvero Roberto Donadoni. Alla cena in questione avrebbero partecipato il direttore generale Leonardo, il tecnico liberatosi dal Bologna, Riccardo Montolivo e il suo procuratore Giovanni Brachini, che in passato ha curato anche gli interessi dell’ex ct azzurro. Nei giorni successivi all’uscita di questo scoop, tutti i diretti interessati hanno poi smentito che questa cena fosse mai avvenuta. Branchini aveva dichiarato di non essere più il procuratore di Donadoni mentre la società aveva ribadito piena fiducia a Gattuso. La vicenda era finita nel dimenticatoio, ora che il Milan mantiene saldamente il quarto posto in classifica, ma non per Montolivo.

Stando a quanto riporta il quotidiano La Repubblica, il centrocampista del Milan avrebbe querelato per diffamazione Michele Criscitiello, direttore responsabile di Sportitalia. Nei documenti presentati dagli avvocati si afferma che la cena incriminata non c’è mai stata ma anche che «l’effetto della notizia data in diretta sarebbe stato quello di rovinargli la reputazione, scatenando l’ira sui social network nei suoi confronti, oltre a rendergli sempre più ostile il clima nello spogliatoio». All’epoca dei fatti Criscitiello aveva risposto ad una lettera dell’avvocato di Donadoni, in cui si negava la partecipazione del tecnico al presunto incontro, affermando che «se giornalisticamente avessimo voluto fare lo scoop avremmo tirato fuori cose più gravi e dure che avrebbero fatto tremare i muti di Milanello».