Ieri, Moggi, domani: da Commisso a Zhang, sono tutti stufi della Juventus

© foto Andrea Agnelli, presidente della Juventus

La sfuriata di Zhang nei confronti di Dal Pino è l’ennesimo sintomo di insofferenza verso le istituzioni calcistiche e la Juventus

La sfuriata di Stevan Zhang nei confronti di Dal Pino è l’ennesimo sintomo di insofferenza verso le istituzioni calcistiche. Il presidente nerazzurro e Marotta hanno dichiarato guerra alla Juventus, la quale avrebbe messo delle pressioni sulla Lega Calcio. Il caso segue di poche ore l’accesa polemica dei tifosi milanisti che non hanno gradito la decisione di disputare Juventus-Milan a porte chiuse solo per i lombardi (qui gli ultimi aggiornamenti sulla gara di Coppa Italia). Il gruppo dei Black Devil ha anche mostrato uno striscione davanti alla sede della Lega con scritto «A Torino non si va».

Altrettanto hanno fatto quelli della Curva Nord interista che hanno pubblicamente mostrato il proprio dissenso nei confronti dei vertici calcistici e della Juventus con un sarcastico «Calciopoli. Ci risiamo?».

Poche settimane fa l’insofferenza verso i bianconeri era stata mostrata dalla dirigenza milanista che aveva lamentato delle disparità di giudizio da parte dell’arbitro nel corso della semifinale di andata di Tim Cup. Anche la sfuriata di Commisso era stata sulla stessa lunghezza d’onda dell’antijuventinismo: «La Juve è fortissima, lasciate che la partita la vinca sul campo, non per i regali che concedono gli arbitri. Non è giusto per il calcio italiano, queste gare vanno in tutto il mondo, quando vedono queste porcherie cosa pensano? Sono disgustato. Le gare in Italia sono decise dagli arbitri».

E mentre continuano gli atti di ribellione contro quella che sui social hanno già ribattezzato #SerieAgnelli, non si capisce se Dal Pino abbia agito consultando i club.

In base ad alcune dichiarazioni dei presidenti delle società sembrerebbe proprio di no. Un esempio sono le parole di Carnevali, numero uno del Sassuolo: «Era già stata presa la decisione di giocare a porte chiuse, erano tutti d’accordo, e poi all’ultimo si è deciso di rinviare ancora». Anche Liverani, allenatore del Lecce, ha messo in risalto la “stranezza” di alcune decisioni evocando i fantasmi di calciopoli: «Partite a porte chiuse e rinviate, campionato falsato? Come al solito in Italia si prendono alcune decisioni senza senso e senza logica, ci riporta alla luce il lato oscuro del calcio che abbiamo provato a ripulire».