HANNO DETTO
Di Natale azzarda il paragone: «Pio Esposito? Per movimenti mi ricorda Van Basten»
Di Natale, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato così di Pio Esposito e azzardato un paragone con Van Basten
Ci sono paragoni che pesano come macigni e altri che suonano quasi come una bestemmia sportiva, specialmente se pronunciati a pochi chilometri di distanza, sull’altra sponda del Naviglio. Antonio Di Natale, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha sganciato una bomba mediatica destinata a far discutere per settimane, non solo ad Appiano Gentile, ma soprattutto a Milanello. L’ex numero dieci, parlando del momento d’oro di Francesco Pio Esposito, ha azzardato l’accostamento definitivo, quello che ogni tifoso del Milan custodisce gelosamente nel santuario dei ricordi: «Pio Esposito assomiglia a Toni? Rispetto a Luca secondo me è diverso. Per i movimenti che fa, e lo dico con grande rispetto, un po’ mi ricorda Van Basten».
Sì, avete letto bene. Il “Cigno di Utrecht”, l’eleganza fatta calciatore, il simbolo del Grande Milan di Arrigo Sacchi e Fabio Capello, è stato evocato per descrivere un attaccante dell’Inter. Un’eresia per i cuori rossoneri, una provocazione che arriva proprio mentre la squadra di Massimiliano Allegri sta faticosamente cercando di restare in scia dei cugini, orfani di Lautaro ma improvvisamente aggrappati al talento cristallino del loro giovane centravanti.
Di Natale, l’eleganza che fa paura: Esposito come il Cigno?
Di Natale, che di gol e movenze d’autore se ne intende, ha voluto motivare il paragone shock, sottolineando la pulizia tecnica e l’intelligenza motoria del classe 2005. «Ha già segnato 3 goal in 5 presenze con la Nazionale maggiore? Sono convinto che ne segnerà tanti altri e che per i prossimi 15 anni sarà lui il futuro dell’Italia», ha continuato “Totò”, blindando di fatto il futuro della maglia numero nove azzurra.
Mentre l’Inter si gode il suo gioiello, capace di imporsi come titolare al primo anno di Serie A nello scacchiere di Cristian Chivu, al Milan il paragone evoca fantasmi gloriosi e, allo stesso tempo, preoccupanti. Se Esposito dovesse davvero confermare, anche solo in minima parte, le movenze del Divino Marco, per la difesa rossonera e per le ambizioni scudetto del Diavolo si preannunciano tempi durissimi. Il derby del futuro, forse, ha già trovato il suo protagonista più discusso.