Ferencvaros sorpresa dell'Europa League, 9 su 9 per una rosa a basso costo: il solo Ramos prende di più degli ungheresi
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Ferencvaros sorpresa dell’Europa League, 9 su 9 per una rosa a basso costo: il solo Ramos prende di più degli ungheresi

Ferencvaros che affronterà oggi il Milan a San Siro alle ore 18:45, la formazione ungherese è tra le migliori fino a questo momento dell’Europa League

La notte di San Siro in Europa League nasconde un’insidia clamorosa per il Milan. Sulla strada dei rossoneri si presenta il Ferencvaros, una vera e propria macchina da guerra in campo, capace di conquistare fin qui nove punti su nove in classifica. A stupire, tuttavia, non è solo il percorso netto della formazione ungherese, ma il divario economico siderale che la separa dal club di via Aldo Rossi.

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Basti pensare che l’ingaggio lordo di Gonçalo Ramos, stimato a quota 12,8 milioni di euro (pari a 7 milioni netti compresi i bonus), basta da solo a coprire l’intero monte stipendi della squadra ungherese. A riportare il dato è La Gazzetta dello Sport. La somma di tutti gli ingaggi dei calciatori del Ferencvaros si ferma infatti a circa 11 milioni. Il giocatore più pagato della rosa è Naby Keita, che ha accettato un contratto da poco più di 1,2 milioni lordi a stagione pur di rilanciarsi nel club che vanta il monte ingaggi più alto dell’intero campionato magiaro. Subito dietro si posiziona il centrocampista serbo Birmancevic, ex Sparta Praga e Getafe arrivato la scorsa estate, mentre intorno ai 700.000 euro troviamo Zachariassen, trequartista già autore di tre reti in questa campagna, le stesse segnate da Cisse.

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Sotto il profilo strettamente economico e degli stipendi, insomma, non c’è partita. La bilancia pende totalmente dalla parte dei rossoneri. Eppure, il rettangolo verde racconta una storia ben diversa: gli ungheresi viaggiano a punteggio pieno in Europa, mentre il Milan di punti ne ha raccolti finora appena tre. Un paradosso che trasforma la trasferta milanese in un vero e proprio esame di maturità e offre un motivo in più per non fidarsi di un avversario piccolo nei costi ma immenso nei risultati.

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