Cagliari Milan, la Time Machine ci riporta nel 2004
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Cagliari Milan, la Time Machine ci riporta alla stagione 04/05: Pirlo ci mette la firma al vecchio Sant’Elia

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Cagliari Milan, la Time Machina ci fa rivivere il match della stagione 2004/2005: un 1-0 con la firma di Andrea Pirlo

Il destino incrocia nuovamente le strade di Milan e Cagliari per l’apertura del nuovo anno solare. Proprio come nel 2025, il cammino rossonero riparte dai sardi, ma questa volta la cornice sarà la Unipol Domus. Per Massimiliano Allegri non si tratta di una partita qualunque: è la sfida da ex per eccellenza, contro il club che lo ha lanciato nel grande calcio della massima serie. Per preparare l’ambiente a questo anticipo del 2 gennaio, la memoria torna a un precedente iconico di oltre vent’anni fa, datato 17 ottobre 2004, quando il Milan di Carlo Ancelotti si presentò al vecchio Sant’Elia con lo scudetto sul petto.

In quella fredda giornata autunnale, Ancelotti optò per un turnover ragionato nel suo classico 4-3-1-2, lasciando inizialmente in panchina stelle del calibro di Kaká, Gattuso e Inzaghi. Spazio dunque a Rui Costa dietro la coppia Shevchenko-Tomasson. Nonostante le rotazioni, la qualità dei rossoneri emerse prepotentemente sin dai primi minuti. Fu una gara decisa da un episodio di rara bellezza balistica, firmato da uno dei maestri del centrocampo mondiale, che permise al Milan di gestire la partita con la consueta autorità.

Cagliari Milan, la perla di Pirlo e il muro di Ancelotti al Sant’Elia

Come ricordato dalle cronache dell’epoca, a sbloccare e decidere il match fu Andrea Pirlo. Il metronomo rossonero, in una delle sue rare incursioni in conduzione palla, trovò spazio al limite dell’area e fece partire un «tiro preciso e potente che si insacca sul palo lontano a mezza altezza», scoccato inusualmente con il piede mancino. Una conclusione imparabile per il portiere Katergiannakis che fissò il risultato sullo 0-1. Nonostante i tentativi del Cagliari di Langella e le occasioni per il raddoppio capitate sui piedi di Seedorf e Shevchenko, il muro difensivo composto da Nesta, Maldini e Costacurta non concesse nulla.

Oggi, Massimiliano Allegri spera di replicare quella solidità e quel cinismo. Anche se lo scenario è cambiato e si gioca nel moderno impianto costruito a fianco dello storico stadio, l’obiettivo resta lo stesso: ottenere tre punti fondamentali per la corsa scudetto. Inaugurare il 2026 con una vittoria in Sardegna darebbe l’impulso necessario per affrontare il girone di ritorno con la giusta mentalità, proprio come fece quella squadra leggendaria ventuno anni fa.

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