Pulisic racconta il gol che ha sbloccato la partita, svela a chi ha regalato la maglia del primo gol rossonero e analizza la prestazione della squadra di Amorim
Christian Pulisic è stato uno dei grandi protagonisti della vittoria per 2-0 del Milan contro l’Udinese, conquistando il premio di MVP grazie alla rete che ha aperto la strada al successo rossonero. Al termine della partita, lo statunitense ha parlato ai microfoni di DAZN, soffermandosi sul gol, sull’intesa con Luka Modric e sulla capacità del gruppo di reagire alle numerose assenze. Non è mancato un passaggio personale sulla maglia celebrativa, prima di rivolgere l’attenzione alle prossime sfide. Ecco tutte le sue dichiarazioni.
Ci spieghi come è nata la rete del vantaggio rossonero?
«Quando Modric ha il pallone, il mio compito è quello di attaccare la profondità. Ho notato lo spazio, mi sono inserito, ho controllato la palla e ho concluso in rete».
Come mai non hai festeggiato immediatamente dopo aver segnato? Temevi una posizione irregolare?
«Sì, nella scorsa settimana mi hanno annullato un gol per fuorigioco, quindi questa volta preferivo aspettare prima di esultare troppo».
A chi hai consegnato la maglia del tuo primo gol con il Milan?
«L’ho regalata a mia mamma».
Quanto è importante partire subito con il giusto atteggiamento, come avete fatto a Udine?
«Dobbiamo affrontare le partite fin dall’inizio con l’atteggiamento che abbiamo mostrato oggi. In altre occasioni abbiamo impiegato troppo tempo per entrare in gara. Se invece cominciamo in questo modo, possiamo trovare continuità».
Ti consideri uno dei leader di questo Milan?
«In squadra ci sono tanti leader. Non sono uno che parla molto, preferisco dimostrare le cose sul campo. Anche oggi, nonostante gli infortuni, i miei compagni hanno disputato una grande partita. Siamo una squadra forte».
Vi aspettano giorni importanti, prima con il Bologna e poi con il derby. Come li affronterete?
«La partita contro il Bologna non sarà semplice. Dopo quella sfida, naturalmente, penseremo al derby».
Chi è il tuo favorito per la conquista del Pallone d’Oro?
«Mbappé».