Plizzari: «Ho giocato poco e sofferto. Donnarumma? Numero uno e grandissimo amico»

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Plizzari si racconta in un’intervista dove mondiale e Milan sono i grandi protagonisti della grande esperienza che lo coinvolge da protagonista

Plizzari in rampa di lancio, il portiere rossonero fa parlare di sè in questi giorni, dopo una stagione in rossonero praticamente anonima. Certo non è facile mettersi in “concorrenza” con Donnarumma e Reina, il morale è comunque alto e come potrebbe essere diversamente, quando a vent’anni sei tra i prescelti per il Milan del futuro e soprattutto della nazionale italiana.

Plizzari ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport, dove ha parlato soprattutto del mondiale: «Se al Mondiale stiamo scrivendo la storia è perché ognuno di noi aggiunge un pezzo al racconto. Sono piccole parti, tutte determinanti. Io ho fatto soltanto il mio dovere. Sto giocando bene, ma io non vinco le partite da solo e non è merito mio se siamo tra le migliori 8 al mondo. Per un portiere ogni parata ha qualcosa di speciale. Ma quella contro l’Ecuador su rigore ha acceso un fuoco dentro di me. Non lo so spiegare, quell’emozione mi ha dato una carica enorme».

E ANCORA SUL MONDIALE- «Stiamo giocando un gran Mondiale dalla prima partita. La difesa non subisce mai gol, davanti troviamo sempre il modo per far male agli avversari. Certo, battere la Polonia padrona di casa davanti a migliaia di tifosi è stato bello. Avevamo tutto lo stadio contro. Quando il gioco si fa duro noi tiriamo fuori il meglio. Mister Nicolato è bravissimo nel farci alzare continuamente l’asticella. Siamo l’Italia e pensiamo solo a noi stessi. Io non mi sento grande, devo ancora crescere tanto e migliorare. Sono molto autocritico, cerco sempre il pelo nell’uovo. Non chiedetemi dove possiamo arrivare. Stiamo pensando partita dopo partita”.  

LA SOFFERENZA DI QUEST’ANNO- «Quest’anno non ho mai giocato e ho sofferto. Mi sarebbe piaciuto andare in prestito, ma non è accaduto e quindi ho capito che dovevo lavorare più degli altri per stare su certi livelli. Il Mondiale è una vetrina, ma l’ho conquistato dopo tanti sacrifici. I preparatori Fiori e Ragno mi danno continuamente consigli, un po’ come Donnarumma che è un grandissimo amico. La stagione che si è appena conclusa è stata utile per farmi crescere anche da un punto di vista emotivo. Oggi mi sento più forte pur avendo visto pochissimo il campo. Lo dico con sincerità, non so cosa accadrà nel futuro e Donnarumma resta un numero uno assoluto. So soltanto che il Milan punta molto su di me e che sarebbe un sogno ripercorrere le sue gesta, sia in rossonero che in azzurro».