Montella esonerato, chissà se sta ancora ridendo

Montella
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Vincenzo Montella non è più l’allenatore del Milan. Ora con Gattuso i rossoneri potranno contare su una dose di realismo in più e qualche ipocrita risata in meno

La decisione del Milan di questa mattina di esonerare Vincenzo Montella dalla guida tecnica del club rossonero affidando la prima squadra a Gennaro Ivan Gattuso è stata accolta con ottimismo dai tifosi che, stanchi di assistere ai commenti post partita fin troppo positivi dell’aeroplanino, aspettano con ansia di vedere l’ex beniamino riportare realismo e voglia di lavorare ad un gruppo apparso quanto mai sfilacciato dopo i recenti risultati.

Montella è colpevole secondo la tifoseria, e anche la società, non solo di non aver ottenuto i risultati sperati sul campo ma anche di non essere riuscito a dare un’identità certa ad una squadra che nelle ultime 23 partite ha cambiato il proprio 11 titolare altrettante volte. Le frequenti sperimentazioni, alcune ben riuscite (vedi Borini) altre meno (vedi Suso), hanno evidenziato un limite oggettivo del tecnico campano colpevole soprattutto di non aver saputo valorizzare a dovere il patrimonio tecnico di cui il Milan dispone.

Gattuso, allenatore che in carriera si è fatto le ossa in scenari e contesti ben più difficili e complicati come quello di Creta o di Pisa, è l’uomo giusto per ripartire. Non tanto per le innovazioni tattiche, il 4-3-3 o 4-3-1-2 dovrebbe essere il modulo scelto dal tecnico calabrese, ma per il piglio da comandante, uomo e “milanista vero” che l’allenatore ha dimostrato in ogni sua esperienza, ultima quella con la Primavera. Sì, perché il percorso intrapreso da “I ragazzi di Gattuso” in questa stagione è emblematico: dopo un inizio altamente negativo, sulla scia della brutta stagione precedente sotto la guida di Nava, il Milan Primavera ha incassato solo nelle prime due uscite ben 8 reti contro Sassuolo e Inter realizzandone solo una. L’inizio di una miserabile stagione pensavano in tanti ma proprio il polso fermo di Gattuso e il duro lavoro sul campo hanno contribuito in maniera significativa ad un cambio di rotta clamoroso che ha portato i giovani rossoneri ad inanellare ben otto risultati utili consecutivi (sette vittorie e un pareggio) dimostrando un equilibrio tattico ed una carica agonistica impensabile ad inizio stagione. Un po’ quello che avrebbe dovuto fare la prima squadra con Montella.

A Vincenzo Montella, ultimo allenatore a portare un trofeo in rossonero (la Supercoppa italiana della passata stagione) va, come ovvio, un doveroso ringraziamento per il lavoro svolto ma anche un monito per il futuro: forse con una dose di realismo in più e qualche ipocrita risata in meno il suo percorso al Milan sarebbe potuto essere diverso.