Milan, i voti di Sconcerti: ancora molto da rivedere

Mario Sconcerti
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Sconcerti traccia una valutazione complessiva molto netta del Milan e dei suoi uomini più rappresentativi del momento

Sconcerti in prima linea in questo finale del 2018, un anno solare complicato per il Milan, iniziato e terminato con Gattuso alla guida di una squadra che ha vissuto di alti e bassi molto frequenti, dal campo alla società. Attraverso le colonne del Corriere della sera Sconcerti ha individuato i tre punti focali del Milan del momento, ovvero Gattuso, Higuain e Gazidis, ultimo arrivato di un Milan completamente nuovo a livello dirigenziale, dopo gli insediamenti estivi di Leonardo e Maldini. Severo nei giudizi ma estremamente sincero, Sconcerti ha così valutato il momento attuale di tecnico, attaccante e dirigente più che la valutazione complessiva di tutto l’arco di tempo al Milan.

GATTUSO: Voto 6.5. Non per i risultati, ma per come è costretto a lavorare, cambi di società, mercati finti, la crisi di Higuaín e Calhanoglu, gli infortuni. È uno sincero, quindi fondamentalmente pessimista. Forse stanca i giocatori con la storia dell’anima guerriera, ma aveva un buon calcio in mente che è saltato con le emergenze.

HIGUAIN: Voto 4. Troppo poco, la sua mancanza di gol è stato il vero limite del Milan. Scartato dalla Juve si è spento quasi in polemica con se stesso. Ma Higuaín in prestito è un controsenso, lo condanni al 50 per cento del servizio.

GAZIDIS: Voto 5. È una new entry che non parla. Riceve i responsabili delle redazioni sportive ma non fa mettere una riga fra virgolette. Si fa così quando le cose si mandano a dire, non quando si vogliono dire e c’è anche l’obbligo di presentarsi. Perché mister Gazidis? Eppure i suoi clienti sono un grande popolo. Avranno pur bisogno di un verbo ogni tanto. Oppure ci spieghi il suo diritto al silenzio. Insomma, così non va. Così è come se non ci fosse.