Gazidis, dallo stadio di proprietà allo sviluppo del marchio: c’è un elenco di progetti

Gazidis
© foto Twitter UEFA

Ivan Gazidis inizia a confermare le tante buone impressioni suscitate in chi vede in lui la rinascita del club rossonero

Una chiacchierata formativa ed informativa, non un’intervista dunque ad Ivan Gazidis ma bensì un colloquio per conoscere a fondo il nuovo amministratore delegato rossonero ed i suoi progetti di crescita aziendale. Un incontro con i direttori di Corriere dello Sport, Tuttosport e Gazzetta dello Sport al fine di svelare i piani di un club che ha bisogno di una mutazione a livello sportivo, economico e organizzativo, necessaria per guardare con ottimismo al futuro.  L’idea sarebbe quella di costruire un Milan in grado di autofinanziarsi, con giovani di talento, che possa vantare uno stadio di proprietà anche in condivisione con l’Inter se necessario, non per forza di cose il Meazza. Un nuovo impianto, dunque,  in coabitazione con i nerazzurri, data la ripartizione dell’investimento tra le due società, utile ad aumentare il ritorno degli sponsor.

IL FUTURO DI ELLIOTT- L’idea di Elliott, secondo quanto confermato da Gazidis, sarebbe quella di restare alla guida del Milan per lungo tempo, non solo per il periodo dai 3 ai 5 anni anni del quale abbiamo a lungo parlato in relazione alla decisione Uefa. A tempo indeterminato insomma, per riportare il Milan tra le migliori d’Italia e d’Europa. Un obiettivo che passa inevitabilmente dalla costruzione di una rosa in grado di raggiungere gli obiettivi sportivi prefissati. I nomi per il mercato di gennaio sono molteplici, in ultimo spunta anche quelli di Quagliarella, chissà se l’a.d. rossonero sarebbe davvero felice di acquistare un attaccante molto forte ma non più giovanissimo.

RE DEL FATTURATO – Prima dell’approdo di Gazidis a Londra infatti, come riporta Panorama, il club fatturava 263 milioni di euro ed era reduce da un periodo di stagnazione, con una composizione dei ricavi sbilanciata verso il botteghino (117,5 milioni, ovvero il 45% del totale) e limitata nell’area commerciale (56,5, ovvero il 21%). Nell’ultimo bilancio del 2016-2017 invece il fatturato complessivo è salito a 487,6 milioni (+85,3%) con numeri stabili per gli introiti da stadio e un boom commerciale da 80 milioni all’anno. L’Arsenal è così rimasta ai vertici del calcio europeo, pur avendo quasi smesso di vincere sul campo. Numeri veramente incredibili, frutto di una sapiente programmazione orchestrata dal neo dirigente rossonero.

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