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Editoriali

Fullkrug, il corazziere di Allegri: perchè Niclas è il perfetto rompighiaccio che mancava al Milan

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Fullkrug, decisivo ieri sera con il gol della vittoria contro il Lecce, sta avendo un impatto devastante: ecco perchè è stato l’acquisto perfetto

Nel calcio, come nella vita, le prime impressioni sono spesso figlie di un pregiudizio estetico o anagrafico. Quando a fine dicembre il Milan ha annunciato l’arrivo di Niclas Füllkrug, la narrazione mediatica si è subito tinta di quel grigio scetticismo che accompagna i giocatori considerati “di ritorno” o troppo distanti dai canoni del glamour internazionale. Un’accoglienza che, curiosamente, ha ricordato quella riservata a Luka Modric la scorsa estate: accolto come un “usato sicuro” quasi al tramonto, salvo poi dimostrare che la classe e l’intelligenza calcistica non hanno data di scadenza. Per il “corazziere” tedesco, il discorso è analogo, ma spostato sul piano della pura efficacia bellica: l’1-0 inflitto al Lecce ieri sera è la firma d’autore su una tesi che Massimiliano Allegri sosteneva da tempo.

Il tassello mancante nel puzzle di Allegri

Per mesi si è discusso di un Milan troppo dipendente dalle fiammate di Leao o dalla tecnica di Pulisic, spesso incapace di scardinare le “linee Maginot” erette dalle cosiddette piccole. Mancava il peso specifico, mancava quella fisicità debordante capace di trasformare un cross sporco in un urlo di gioia. Füllkrug è esattamente questo: il perfetto rompighiaccio. Il suo gol di testa al minuto 76, su uno splendido assist di Saelemaekers, non è stato solo un gesto tecnico, ma una dichiarazione d’intenti. In una partita bloccata da un Falcone in stato di grazia, il tedesco ha portato in dote quel pragmatismo che è il marchio di fabbrica di Allegri. Non serve il ricamo se puoi abbattere il muro con una spallata.

Una lezione di tempismo e bilancio

È qui che scatta una riflessione necessaria, condita da una punta di polemica verso chi accusa costantemente la dirigenza rossonera di avere il “braccino corto” o di privilegiare il foglio excel rispetto al rettangolo verde. L’operazione portata a termine da Igli Tare è un capolavoro di tempismo: un prestito gratuito con diritto di riscatto fissato a soli 5 milioni di euro dal West Ham. Mentre le rivali stavano ancora stappando lo spumante di Capodanno, il Milan aveva già consegnato ad Allegri l’attaccante di cui aveva bisogno, facendolo sbarcare a Milanello a fine dicembre, a mercato invernale formalmente ancora chiuso.

Questa non è “gestione al risparmio”, è competenza. Acquistare un nazionale tedesco, protagonista dell’ultima finale di Champions League con il Dortmund, a queste cifre e con questa rapidità, significa aver capito prima degli altri dove intervenire senza dissanguare le casse del club. Il bilancio in attivo non è un limite, ma la base su cui costruire colpi intelligenti che migliorano la rosa nel momento del bisogno.

Entusiasmo oltre l’infortunio

Ciò che ha definitivamente conquistato San Siro, però, non sono solo i centimetri, ma il cuore. L’impatto di Niclas con l’universo rossonero è stato dirompente, quasi elettrico. Nemmeno un’infrazione a una falange del dito del piede, rimediata pochi giorni fa, è riuscita a fermarlo. In un momento in cui molti giocatori avrebbero chiesto cautela, Füllkrug ha stretto i denti, convivendo con il dolore pur di non saltare l’appuntamento con il gol. Un entusiasmo contagioso che Allegri ha più volte sottolineato in conferenza stampa, definendolo “encomiabile”.

Verso il futuro: una formalità chiamata riscatto

Se il buongiorno si vede dal mattino, il prosieguo della stagione sembra già tracciato. Con un Milan saldamente al secondo posto a -3 dall’Inter, l’apporto del numero 9 diventerà vitale nel lungo sprint primaverile. Se le prestazioni continueranno su questi livelli di incidenza, il riscatto dai londinesi per 5 milioni diventerà una mera formalità burocratica. È già pronto per lui un contratto annuale fino al 30 giugno 2027 a circa 2,5 milioni di euro a stagione: cifre che, per un attaccante capace di risolvere partite sporche e di trascinare il gruppo con questa leadership, rappresentano l’ennesimo affare di una dirigenza che ha imparato a coniugare ambizione sportiva e sostenibilità economica.

Niclas Füllkrug non sarà il volto da copertina dei sognatori, ma è l’uomo di sostanza che sta portando il Milan a sognare concretamente. E a San Siro, il rumore del suo colpo di testa contro il Lecce ha messo a tacere ogni residuo scetticismo.

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