Carnevale: «Napoli-Milan per lo scudetto. Azzurri un po’ più avanti»

© foto Ag Napoli 12/07/2020 - campionato di calcio serie A / Napoli-Milan / foto Alessandro Garofalo/Image Sport nella foto: Stanislav Lobotka-Hakan Calhanoglu

Carnevale si racconta alla Gazzetta dello sport tra passato e presente, qualche anno fa prese parte alle sfide storiche tra le due squadre

Carnevale si racconta alla Gazzetta dello sport tra passato e presente, qualche anno fa prese parte alle sfide storiche tra le due squadre, condotte da Maradona e Van Basten. Oggi invece la pensa così.

PASSATO FANTASTICO- «Nel mio periodo napoletano, il Milan era la squadra più forte. La Juve di allora era inferiore al Milan di Sacchi: lo scudetto ce lo contendevamo noi e i rossoneri. Non c’era la Juventus di oggi. La sfida del primo maggio? Il Milan vinse quello scudetto e, tuttora, c’è ancora tantissimo rammarico, avremmo voluto vincere il secondo titolo consecutivo, ma devo ammettere che loro furono più bravi. Il motivo di quella sconfitta? Ci fu una lite interna con l’allenatore (riferimento ad Ottavio Bianchi) e ci fu un momento di confusione».

UN MILAN STRAORDINARIO- «Quello era un Milan straordinario, detto con il massimo rispetto per la squadra di oggi: per batterlo bisognava essere undici leoni. Van Basten, Gullit, Rijkaard, Ancelotti, Maldini, Baresi, Costacurta, Tassotti, Evani, Donadoni… Si è rivelata una squadra mondiale, in quel periodo, che poi si è abituata a vincere. Ma noi avevamo Diego e con lui si vinceva».

QUEST’ANNO- «Il Napoli quest’anno ha una grande possibilità e mi auguro di non sbagliarmi. Gattuso è molto bravo, è un uomo di calcio, umile. A Napoli si vince solo se si è umili. Il suo modo di fare fa innamorare i giocatori, ho avuto questa sensazione. Sa esserti amico, ma sul lavoro non guarda in faccia a nessuno. Su questo mi ricorda Bianchi, un allenatore pratico e diretto che ripeteva spesso: “Solo a uno non posso rompere le scatole: è Maradona”. E lo disse anche quando allenò alla Roma, a un altro giocatore prestigioso.

COME SI BATTE IL MILAN- «Il Milan si batte soltanto con un gruppo coeso, con venti giocatori che la pensano come l’allenatore, perché rispetto all’anno scorso i rossoneri sono molto forti. Occhio a Ibrahimovic, perché anche a 39 anni riesce ancora a fare la differenza».

LOTTA SCUDETTO- «Assolutamente sì. Metto un po’ più in alto il Napoli perché ha una rosa più competitiva. Il Milan è bello perché è giovane con un fuoriclasse esperto, è una squadra di prospettiva. Pioli sta facendo un piccolo capolavoro. E, poi, Maldini e Massara sono bravissimi. La Juventus non è una schiacciasassi come negli ultimi anni. In generevinceva il campionato già nel girone d’andata, invece ora sta un po’ faticando. L’Inter verrà fuori, ha tanti campioni. Per me è più forte del Milan e del Napoli. Insigne? È un fuoriclasse, aveva soltanto bisogno di un po’ di tempo. Ora si è preso Napoli sulle spalle. Fa la differenza, l’avrei voluto io nella mia squadra: sai quanti gol avrei fatto? Insigne è il classico giocatore che sa premiare i movimenti, con quel piede che ha. Lo ammiro tantissimo».

COME SI FERMA IBRA- «Come si può fermare Ibrahimovic? Manolas e Koulibaly gli staranno addosso, sarà un bel duello fisico».