Camarda accende il dibattito a Dazn nel post partita della gara contro l’Udinese. Ambrosini, Marinozzi e Behrami hanno discusso la scelta di restare al Milan
Il Milan ha conquistato una vittoria importante sul campo dell’Udinese, anche grazie al contributo di alcuni giovani lanciati da Ruben Amorim. Tra questi non c’è stato però Francesco Camarda, rimasto a lungo in panchina e subentrato a Gonçalo Ramos solamente nel recupero della ripresa.
La gestione del classe 2008 ha così acceso un interessante dibattito negli studi di DAZN, dove Massimo Ambrosini, Andrea Marinozzi e Valon Behrami hanno discusso a lungo sul percorso più adatto per permettere al giovane attaccante di crescere. Al centro del confronto c’è soprattutto l’opportunità di mandarlo in prestito per consentirgli di giocare con maggiore continuità.
AMBROSINI SU CAMARDA E TRESOLDI – «Quando guardo Tresoldi mi viene in mente Camarda, per fare un’associazione e dire cosa avrebbe bisogno di fare l’attaccante del Milan. Tresoldi è un buon giocatore, non è un campione affermato che può andare a fare la differenza nelle grandi squadre, anche se oggettivamente potrebbe starci. Magari non come titolarissimo… In un gruppo ci potrebbe stare. Molto meglio lui di un Camarda, che dovrebbe fare quello che ha fatto lui: andare in una realtà di questo tipo qua. Il Brugge è tanta roba. Dovrebbe andare in un campionato così a giocare, a riprendere quella fiducia che Tresoldi ad esempio ha preso giocando in una realtà diversa. Anche quella di quest’anno. Lui non doveva rimanere, doveva andare a giocare, anche in una realtà anche non per forza italiana».
MARINOZZI SUL PRESTITO – «Ho dei dubbi che dovesse andare fuori a giocare».
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AMBROSINI SULLO SPAZIO CONCESSO DA AMORIM – «Però se già nella seconda partita di Europa League gioca Cisse al posto tuo… Sai che l’80% delle partite le fa Gonçalo Ramos, l’altro 20% se non te lo fanno fare, e già dopo la prima partita fanno giocare uno che non è di ruolo, qualcosa vorrà dire».
MARINOZZI SULLA NECESSITÀ DI VALUTARLO – «Per me era anche importante misurare lui per il Milan».
AMBROSINI SULLA POCA CONTINUITÀ – «Ma sono due anni che non gioca!».
MARINOZZI SULL’ESORDIO EUROPEO – «Ma la prima in Europa League da titolare l’ha fatta».
AMBROSINI SULL’IMPIEGO LIMITATO – «Eh sì, una. Poi non ha giocato».
MARINOZZI SULLA GIOVANE ETÀ DI CAMARDA – «Sì, ma per misurarlo. Bournemouth partita diversa. E poi è un 2008, è estremamente giovane».
AMBROSINI SUL POSSIBILE PRESTITO ALL’ESTERO – «Appunto. Se fossi stato un suo amico gli avrei detto: «Guarda, prova a vedere se c’è una squadra in un campionato straniero, in Belgio o in Olanda, in una squadra che gioca in un certo modo». Lui che deve prendere fiducia, che deve crescere fisicamente, deve prendere confidenza con 30 partite di un certo livello dovrebbe andare a giocare. Poi se il Milan crede in te ti fa andare a giocare e poi torni con queste 30 partite, magari hai fatto dei gol, torni che sei un uomo ed un calciatore diverso. E se ti chiamano a fare la riserva di Gonçalo Ramos magari le partite di Europa League te le fanno giocare tutte. Magari ti fanno giocare anche qualche partita di campionato».
MARINOZZI SULLA POSSIBILITÀ DI ASPETTARE – «Per me, visto che è un 2008, sei mesi puoi “perderli” – anche se non è la parola giusta. Puoi allenarti a Milanello, puoi allenarti con Amorim, puoi provare a giocare con i grandi».
BEHRAMI SUL VALORE DEGLI ALLENAMENTI – «Non concepisco il fatto dell’allenamento: non ti dà nulla! Il problema nasce dal fatto che ha un contratto già alto, quindi se vogliamo andare su squadre olandesi o del Belgio già fanno fatica a pagare. Tra l’altro sono squadre che vogliono una valorizzazione (economica, ndr) se fanno giocare un ragazzo di 18 anni. È lì che nascono i problemi di tanti ragazzi giovani: fanno 10 presenze al Milan, subito contratto molto alto e poi chi lo prende? Se non hai legami forti, con una società che al momento non ha neanche un direttore che riesce ad avere sinergie con altre società, dove appunto possono crescere ragazzi così. È stato un percorso fino ad ora completamente sbagliato per il ragazzo, e non riesco a vedere una crescita in quelle poche volte che ha giocato, neanche di personalità e né di posizionamento del corpo, tecnica, tattica. Perché come dice Massimo ha bisogno di avere 30-40 partite sulle spalle per poi arrivare al Milan».
AMBROSINI SULLE QUALITÀ DI CAMARDA – «Per chiudere: io ho parlato con chi lo ha allenato. Il ragazzo è bravo, è forte, ha potenzialità. Il fatto di poter trovare un percorso alternativo non è che cambia la fiducia che la società ha in lui».
MARINOZZI SULLA SECONDA SQUADRA – «Il Milan purtroppo ha perso una terzia via, che è la seconda squadra fra i professionisti. Che così potevi gestirlo, facendolo giocare tra i professionisti in Serie C e facendolo allenare a Milanello quando serviva. Ha perso questa possibilità con la seconda squadra che è scesa in Serie D».
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AMBROSINI SUL PRECEDENTE DI CAMARDA – «Lui però due anni fa l’aveva fatta».
MARINOZZI SULLA GIOVANE ETÀ – «Ma aveva 16 anni, era giovanissimo…».
Il confronto andato in scena a DAZN mette quindi in luce posizioni differenti sul percorso da seguire per Camarda, pur partendo da una considerazione condivisa: il giovane attaccante ha bisogno di giocare con continuità per completare la propria crescita. La discussione coinvolge anche la scelta del Milan di non avere più una seconda squadra in Serie C, elemento che avrebbe potuto rappresentare una soluzione intermedia tra il settore giovanile e la prima squadra.