HANNO DETTO
Amoroso si racconta: «Al Milan avrei meritato più spazio, ma Galliani era stato chiaro. Ai miei tempi le difese erano più forti»
Amoroso si è raccontato tra le colonne della Gazzetta dello Sport. L’ex attaccante, tra le altre, del Milan, ha svelato qualche suo rimpianto di carriera
Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l’ex centravanti di Udinese, Parma e Milan, Marcio Amoroso, ha raccontato alcuni passaggi chiave della sua carriera in Italia.
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Amoroso, è tornato a parlare della sua parentesi in rossonero. Un’esperienza breve ma intensa, vissuta con professionalità e con la consapevolezza di non aver avuto lo spazio che avrebbe desiderato. Il brasiliano ha ricordato quei mesi sottolineando il rapporto con la dirigenza e le scelte tecniche che ne hanno limitato l’impiego.
L’ESPERIENZA AL MILAN – «Al Milan ho giocato poco. E Galliani con me era stato chiaro. “Vieni, ci serve una quarta punta”. Accettai con entusiasmo. Carlo mi preferiva Sheva, Inzaghi e Gilardino. Mi sarebbe piaciuto, forse, avere un po’ più di spazio in quei mesi. Perché mi allenavo sempre al massimo, ma non venivo considerato. Pensi che segnai io il rigore che mandò la squadra in Champions, 2-1 contro la Roma di Spalletti. Mi spiace non essere stato considerato per la rosa dell’anno dopo… che la coppa poi l’ha vinta».
LA PROVOCAZIONE – «Con la squadra giusta alle spalle, oggi potrei fare trenta goal. Ai miei tempi le difese erano più forti, oggi è cambiato tutto».
Nel suo racconto emerge una punta di rammarico, soprattutto per non essere stato confermato nella stagione successiva, culminata con la vittoria della Champions League da parte del Milan.
Una chiusura provocatoria che testimonia la fiducia ancora intatta nei propri mezzi e una lettura critica dell’evoluzione del calcio moderno rispetto agli anni in cui Amoroso era protagonista in Serie A.
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