Connettiti con noi

HANNO DETTO

Ambosini Milan: «Il gruppo è più forte dell’anno scorso»

Pubblicato

su

L’ex centrocampista del Milan, Massimo Ambrosini ha rilasciato un’intervista a la Gazzetta dello Sport, ecco cosa ha detto sui rossoneri

Massimo Ambrosini, ex centrocampista del Milan,  ha rilasciato un’intervista a la Gazzetta dello Sport. Dal rinnovo di Kessié all’obiettivo scudetto, ecco cosa ha detto sui rossoneri:

SUL RINNOVO DI KESSIÉ – «Kessié è un top player e il mercato insegna che sempre più grandi giocatori scelgono di arrivare a scadenza di contratto per avere ingaggi molto più ricchi altrove. Non so quanto lui possa ambire a guadagnare, entriamo in una sfera privata che non conosco. La domanda è: vale la pena rinunciare a più soldi per sposare un progetto? Per me la risposta è sì. Lui deve capire quale sia davvero il suo desiderio, se l’amore per quello che fa e dove lo fa sono l’aspetto predominante o meno.Una società come il Milan non deve farsi prendere per il collo da nessuno. Giusto gli facciano l’offerta migliore possibile, come era stato per Donnarumma e Calhanoglu, ma ponendosi un limite: il Milan bisogna meritarselo. Kessie lo ha fatto con prestazioni di livello, con la sua leadership, giocando sempre e non tirandosi indietro mai. Mi auguro per il bene del Milan che Franck sia felice dell’offerta e resti convinto della scelta».

SUL CENTROCAMPO A TRE«Il nostro Pirlo era un giocatore unico nel suo genere, rendeva il reparto diverso da tutti gli altri. Però il paragone con il  centrocampo con me, Andrea e Rino(Gattuso) ci sta e auguro Bennacer, Tonali e Kessiè di trovare lo stesso feeling in campo e la stessa unione di anime che avevamo noi».

SU BENNACER E TONALI –  «Bennacer è pronto, dà sicurezza e fisicamente “copre” il campo. In Europa c’è bisogno di giocatori così, con la capacità di vincere duelli. Lui ce l’ha. Tonali si sta liberando da una stagione di sofferenze, prima le portava in campo, oggi anche lui gioca trasmettendo sicurezza. Non è scontato che chi arriva al Milan da un club minore debba pagarne il prezzo: l’importante è analizzare le difficoltà e uscirne più forte e completo. Le qualità sono indiscutibili».

SU MESSIAS«Non arriva per cambiare il Milan, ma si inserisce in un contesto già consolidato in cui può fare non bene ma benissimo. Ha qualità e fame».

SUL POSSIBILE EXPLOIT«Per il ruolo che ha, per le responsabilità che impone, dico Diaz. E’ partito bene, può dare al Milan quel qualcosa in più».

MIX TRA GIOVANI ED ESPERTI«C’è un equilibrio iniziale evidente. Il Milan ha una rosa ancora più strutturata di quella della passata stagione, c’è stato un miglioramento collettivo della squadra. Anche a fronte della perdita di Donnarumma che resta il portiere più forte in circolazione. Ma aver acquistato altri grandi giocatori, con un mix perfetto tra giovani ed esperti permetterà a tutti di esprimersi ancora meglio, di crescere. Il gruppo ne uscirà valorizzato. E le altre non è che si siano rinforzate in modo così netto».

SULLO SCUDETTO«Dico che questo Milan è attrezzato per arrivare in cima, tra primo e secondo posto a volte passa un gol o un fuorigioco. La squadra garantisce competitività, il gioco delle previsione è fine a se stesso. Ho visto una squadra sicura di sé, convinta di quello che fa, forte e motivata. Se l’anno scorso potevano “nascondersi” dietro l’effetto sorpresa, stavolta tutti sono pronti a esporsi e prendersi responsabilità. Sentono di poterlo fare perché la base è davvero forte: se non vincono ovviamente non sarà un fallimento».