Cisse entra e si prende la scena in Juventus-Milan, mette luce a differenza di quanto hanno fatto Saelemaekers e Rabiot
Nel big match di ieri sera all’Allianz Stadium contro la Juventus, il Milan di Rúben Amorim ha mostrato luci e ombre, offrendo spunti di riflessione tattica decisivi per il prosieguo della stagione. Il 3-4-2-1 disegnato dal tecnico portoghese ha evidenziato qualche ingranaggio ancora da oliare, specialmente sulla trequarti.
Schierati nell’inedito ruolo di rifinitori alle spalle della punta, Alexis Saelemaekers e Adrien Rabiot sono apparsi visibilmente in difficoltà. L’adattamento tattico richiesto da Amorim è sembrato penalizzante per entrambi: il belga è parso ingabbiato nelle trame centrali senza lo spazio per affondare, mentre il francese ha faticato a trovare i tempi di inserimento, offrendo una prestazione appannata e lontana dai suoi standard abituali. Un abito tattico che, almeno per il momento, non sembra ritagliato sulle loro caratteristiche.
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La svolta della serata è arrivata nella ripresa con l’ingresso di Alphadjo Cisse. Per il classe 2006, il ruolo di trequartista sembra invece calzare a pennello. Il talento rossonero ha impiegato pochissimi minuti per spaccare la partita con una gemma d’autore: stop orientato da manuale, dribbling secco a saltare il diretto avversario e un preciso rasoterra di destro ad infilarsi sul palo lontano. Un’esecuzione perfetta che ha lasciato a bocca aperta lo stadio e confermato il suo cristallino potenziale.
L’impatto devastante del giovanissimo trequartista ha scatenato l’entusiasmo del popolo rossonero. Sui social e sugli spalti, i tifosi del Milan chiedono a gran voce maggiore fiducia per il gioiellino del 2006, invocando a furor di popolo una sua maglia da titolare già a partire dalla prossima sfida. Amorim è avvisato: il futuro del Milan ha un nome e un cognome.