Milan, prendi Ausilio: lo sgarbo all’Inter...
Editoriali

Milan, prendi Ausilio: lo sgarbo all’Inter sarebbe solo l’inizio di un grande colpo

Dopo l’addio ufficiale ai nerazzurri dopo 28 anni, Ausilio rappresenta un’opportunità che il Milan dovrebbe provare a cogliere: esperienza, competenza e il fascino di un derby sul mercato

Il Milan dovrebbe prendere il telefono e chiamare Piero Ausilio. Senza aspettare che l’idea diventi una suggestione buona per qualche discussione tra tifosi. L’addio ufficiale del dirigente all’Inter, dopo 28 anni, apre una possibilità che merita un tentativo serio.

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La proposta di portarlo in rossonero è una posizione editoriale, non la notizia di una trattativa. Ed è una proposta convinta: Ausilio sarebbe un investimento sulla competenza, con un effetto collaterale decisamente gustoso per la parte milanista della città. Vedere uno dei dirigenti simbolo dei cugini attraversare il Naviglio avrebbe tutto il sapore dello sgarbo da derby.

Ausilio al Milan, uno sgarbo che avrebbe sostanza

Diciamolo: nel calcio esiste anche il piacere della rivalità. Portare al Milan un professionista che ha trascorso quasi tre decenni all’Inter sarebbe un segnale forte, una di quelle mosse capaci di accendere immediatamente l’ambiente.

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Lo sfottò, però, durerebbe fino alla prima partita. Il lavoro di un direttore sportivo dovrebbe produrre benefici molto più a lungo. Per questo Ausilio meriterebbe una chiamata anche senza il suo passato nerazzurro: per il percorso compiuto, per la conoscenza del mercato e per l’esperienza maturata nella costruzione di una squadra di vertice.

Il derby renderebbe l’operazione più affascinante. La qualità del dirigente la renderebbe sensata.

Milan, la bravura di Ausilio ha riscontri concreti

Per sostenere questa candidatura non serve attribuire a Ausilio ogni successo dell’Inter. Il lavoro di una società è collettivo e i meriti vanno condivisi. Esistono però elementi precisi che raccontano il suo valore.

Nel 2024 ha ricevuto il premio di Best Sporting Director ai Globe Soccer Awards, come documentato dal sito ufficiale dell’Inter. Un riconoscimento che, da solo, non esaurisce il giudizio su una carriera, ma ne certifica la considerazione internazionale.

Poi ci sono le operazioni seguite sul campo. Nel febbraio 2018, Sky Sport raccontava la sua missione in Argentina per osservare Lautaro Martinez e lavorare al suo arrivo. È un esempio concreto del mestiere: individuare un obiettivo, approfondirne la conoscenza, muoversi personalmente per provare a chiudere.

Questo è il tipo di esperienza che il Milan dovrebbe voler portare dentro la propria struttura. Una competenza da mettere alla prova con responsabilità chiare e obiettivi misurabili.

Servirebbero poteri e un progetto credibile

Naturalmente, ingaggiare un dirigente affermato richiede più di una presentazione e di una fotografia con i nuovi colori. Il Milan dovrebbe offrirgli un ruolo definito, autonomia operativa entro un budget concordato e un rapporto diretto con allenatore e proprietà.

Prenderlo soltanto per vincere una giornata sui social sarebbe un’occasione sprecata. Bisognerebbe affidargli il lavoro per cui lo si considera: organizzare il mercato, valutare i giocatori e contribuire a dare continuità alle scelte sportive.

Non sappiamo se Ausilio accetterebbe una proposta rossonera. Il suo lungo legame con l’Inter rende la domanda inevitabile, ma non autorizza a rispondere al posto suo.

Il Milan, invece, una risposta dovrebbe cercarla. Chiamarlo, presentargli un progetto e provare a convincerlo. Lo sgarbo ai cugini farebbe sorridere i tifosi; un direttore sportivo capace potrebbe dare loro ragioni ben più durature per festeggiare.

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