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2015

Unai Emery e la “mendalidad ganadora” adatta per il Milan

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Tra i tanti nomi accostati alla panchina del Milan, da Ancelotti a Sarri, passando per Montella o Conte, quello meno conosciuto – ma non per questo meno competente – è senza dubbio Unai Emery, allenatore del Siviglia campione in carica di Europa League e finalista quest’anno della stessa competizione.

La carriera da giocatore non ha riservato tantissime soddisfazioni a Emery che come picco può vantare cinque presenze nella Liga con la Real Sociedad, prima di proseguire nelle serie inferiori del calcio spagnolo. L’ultima esperienza è con il Lorca (stagioni 2003-2005) ma un grave infortunio al ginocchio lo costringe al ritiro. Il presidente della squadra però gli sta vicino e gli propone, viste le sue innate qualità di leader, di diventare l’allenatore del Lorca. Dal Gennaio 2005 Unai accetta l’incarico, riuscendo ad ottenere la promozione in Segunda Division (serie B spagnola). La stagione 2005-2006 il Lorca, candidato alla retrocessione, guidato da Emery lotta per tutto il campionato per una clamorosa promozione in Primera Division ma è costretto a cedere nelle ultime giornate.

L’anno successo arriva il primo – di una lunga serie – salto di qualità per Emery. Arriva la chiamata dell’Almeria, club importante di Serie B. Unai accetta e ottiene al primo anno la promozione in Primera Division. Il miracolo arriva però l’anno successivo, con l’Almeria autentica rivelazione della Liga, terminata all’ottavo posto con 52 punti. Nel maggio del 2008 viene presentato come nuovo allenatore del Valencia. Al primo anno arriverà un buon sesto posto, che garantisce l’Europa League ma il capolavoro arriva nei 2 anni successivi, con 2 terzi posti in Liga nonostante la grave crisi finanziaria che ha colpito i Valenciani, i quali per evitare il fallimento hanno dovuto vendere giocatori del calibro di Villa (40 mln al Barcellona), Silva e Mata (30 milioni di euro ciascuno).

Nonostante i grandi risultati ottenuti, ad Emery non viene prolungato il contratto; l’allenatore accetta l’offerta dello Spartak Mosca ma viene esonerato dopo pochi mesi. Le qualità di Emery non sono passate inosservate in Spagna e il DS del Siviglia Monchi non si lascia scappare l’occasione e nel Gennaio 2013 lo presenta sulla panchina biancorossa. Al primo anno, Emery ottiene il pass per l’Europa League 2013-2014, che verrà vinta proprio dal Siviglia ai rigori contro il Benfica nella finale giocata allo Juventus Stadium. Emblematico però il modo in cui è riuscito a superare le semifinali: nel derby spagnolo con il Valencia – ex club di Emery – il Siviglia vince agevolmente l’andata per 2-0 ma al ritorno i Valenciani riescono a ribaltare la situazione sul 3-0. Proprio nel finale, M’Bia segna il gol del 3-1, che regala l’accesso alla finale, scatenando la gioia irrefrenabile di Emery – nello stadio a cui ha regalato tante gioie – e compagni.

L’opera di Emery però non è completata; dopo il successo dell’anno scorso, quest’anno il Siviglia ha raggiunto la finale di Europa League ed è alla caccia di uno storico bis. In campionato la squadra è al quinto posto ad un punto dalla zona Champions, la quale potrebbe comunque arrivare in caso di successo in Europa League, vista la nuova direttiva UEFA.

Per concludere il profilo di Emery è opportuno riportare le parole usate dai giocatori del Siviglia per spiegare cosa è successo nell’intervallo della sfida con l’Almeria: “A fine primo tempo eravamo sotto nel punteggio; il mister ci ha parlato, dicendo che il Valencia stava perdendo punti contro il Celta e che non potevamo giocare l’ultima in casa così: salutare i nostri tifosi in quel modo” ha rivelato Denis Suárez. Gli fa eco Mbia: “Noi abbiamo questa mentalità perché il mister è un vincente. Era importante vincere per noi e per la tifoseria”. Ecco, la mentalità vincente – mentalidad ganadora ripetuta nel corso degli allenamenti ai giocatori del Siviglia – del tutto assente nell’ambiente rossonero, dopo i fasti del passato. Emery sarebbe l’uomo giusto per riportare il Milan sui palcoscenici che merita.

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