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Editoriali

Torna la vecchia guardia, Montolivo di nuovo capitano?

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Riccardo Montolivo questa sera parlerà al fianco di Vincenzo Montella nella conferenza stampa di presentazione del match di domani tra AEK e Milan

La notizia, passata sottotraccia, dell’ultim’ora è alquanto bizzarra: Riccardo Montolivo rappresenterà il club in conferenza stampa al fianco di Vincenzo Montella domani prima del match contro l‘AEK Atene. Nulla di male, ovviamente, se non per il fatto che Montolivo la maglia del Milan non la rappresentava effettivamente da oltre 90 giorni, se non per i 7 minuti disputati contro il Chievo due settimane fa, e torna a farlo proprio nel giorno in cui Montella recupera il nuovo capitano Leonardo Bonucci tra i disponibili dopo la squalifica di due giornate inflittagli dopo l’espulsione contro il Genoa.

Un fatto bizzarro dunque che proprio nel giorno delle dure parole di Silvio Berlusconi rivolte alla nuova dirigenza del Milan (leggi qui), proprio l’ultimo rappresentante della sua gestione oggi si farà portavoce della nuova proprietà cinese.

LA CONFERENZA – «Chi ha fatto la conferenza pre gara in passato ha sempre avuto buone possibilità di giocare e sono contento se dovessi scendere in campo. Per me è un periodo particolare perché sono diverse partite che non gioco, ma sono scelte legittime dell’allenatore. Devo farmi trovare pronto e dimostrare in allenamento che si sta sbagliando. Se ne avrò l’opportunità, darò tutto quello che ho».

CONFRONTI COL PASSATO – «Credo di sì. La storia dice che l’Europa è la casa del Milan, ma la storia non va campo e sta a noi dimostrare che questo Milan merita di giocare in Europa League. L’obiettivo è quello di arrivare fino in fondo a questa competizione e di riconquistare la qualificazione alla Champions. Domani andrà in campo il Milan del presente e non quello del passato e sta a noi far bene»

IL CAMBIO CI PROPRIETÀ – «Rispetto agli anni passati è cambiato tutto e c’è stata una campagna acquisti imponente. Le ambizioni sono altissime. Delle difficoltà ce le aspettavamo anche se l’entusiasmo all’esterno non ha fatto vedere in maniera lucida le difficoltà. La classifica in campionato non è buona e dobbiamo lavorare a testa bassa per andare a caccia di punti dopo aver fatto bene in Europa League».

IL POCO IMPIEGO – «Ovviamente speravo in questo inizio di essere impiegato più frequentemente. L’allenatore fa delle scelte legittime e sceglie 14 giocatori che in quel momento gli danno più garanzie. Se non sceglie me è perché vede altri che gli danno più garanzie. Io devo dimostrargli che sbaglia in allenamento e in campo quando ne ho l’opportunità. Sono cose normalissime che accadano in uno spogliatoio e in una squadra. Non ci vedo niente di strano».

CAPO DEGLI SCONTENTI – «Nei momenti negativi si legge di tutto, anche cose divertenti che per scriverle ci vuole fantasia. Con il mister parliamo e ci confrontiamo come fatto con altri allenatori. Mi piacerebbe giocare di più, ma non c’è niente di anomalo in questa situazione».

TORNA CAPITANO? – La risposta è quasi sicuramente “No” ma la scelta della società resta comunque equivoca. Quello che è certo è che il Milan domani contro l’AEK Atene avrà due anime, sì questa volta è il caso di dirlo, di due “epoche” diverse che confluiranno in un unico grande intento: costruire il Milan che sarà.