HANNO DETTO
Ravezzani durissimo dopo Roma Milan: «Rossoneri imbarazzanti, undici tiri a uno. Come si può essere così inermi?»
Ravezzani, noto giornalista, ha duramente criticato la prestazione del Milan contro la Roma all’Olimpico: le dichiarazioni
Il pareggio conquistato dal Milan all’Olimpico contro la Roma non ha convinto tutti, nonostante la reazione nella ripresa. Tra i critici più severi c’è Fabio Ravezzani, direttore di QSVS, che attraverso un post al vetriolo sui propri canali social ha messo nel mirino l’atteggiamento dei rossoneri nei primi 45 minuti di gioco.
L’analisi di Ravezzani: «Primo tempo umiliante»
Ravezzani ha evidenziato una discrepanza tattica e mentale preoccupante tra le due frazioni di gioco:
LEGGI ANCHE: le ultimissime in casa Milan
- I numeri della crisi: «Undici tiri in porta a uno. Il primo tempo del Milan è stato imbarazzante». Un dato statistico che fotografa perfettamente la passività della squadra di Allegri di fronte all’aggressione giallorossa.
- L’enigma dell’approccio: Il giornalista si interroga sul motivo di un tale blackout: «Sarebbe interessante capire come una squadra, capace nella ripresa di giocare alla pari, se non meglio della Roma, possa essere così inerme per 45 minuti..».
- Dalla sofferenza alla reazione: Se da un lato Ravezzani riconosce il cambio di passo nel secondo tempo, dall’altro non accetta che un club che punta alla Champions possa regalare intere frazioni di gioco agli avversari, restando alla mercé della “bufera”.
La difesa di Allegri: pragmatismo o fortuna?
L’analisi di Ravezzani tocca un nervo scoperto della gestione Allegri. Il tecnico toscano è spesso lodato per la capacità di “resistere” e colpire negli episodi, ma critici come il direttore di Telelombardia sottolineano che la sottile linea tra “capolavoro tattico” e “prestazione inerme” si sta facendo sempre più sottile. Con l’obiettivo quarto posto che dista ancora 27 punti, il Milan non può permettersi altri primi tempi “alla deriva”, specialmente ora che la condizione degli attaccanti è precaria e il calendario non concede tregua.