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Papin: «Ibra-Giroud coppia scudetto, il Milan sta tornando grande»

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Jean-Pierre Papin ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport, ecco le parole dell’ex rossonero

Jean-Pierre Papin ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport, ecco le parole dell’ex rossonero su Giroud e non solo:

Su Giroud: «Lo ringrazio e confermo che mi ha confidato di essere per lui l’idolo calcistico. Me lo aveva confidato in Russia, con la Coppa del mondo tra le mani. Cosa può portare al Milan? Primo, i gol: Olivier sa segnare. Poi esperienza e peso: è un uomo d’area come non ce ne sono più. So che i tifosi soffrono perché tanti “9” al Milan hanno fallito di recente: forse non si trattava di veri centravanti. Giroud lo è».

Sul feeling con Ibrahimovic: «Quando hai due attaccanti così, parti da una certezza: qualcosa succederà, basta un cross per creare casino. Giroud può giocare in coppia con un’altra prima punta o da solo, supportato da due esterni larghi. Apre spazi, migliora la manovra. È un grande colpo».

Sul paragone tra Papin-Giroud: «Per istinto e coordinazione siamo simili. Io ero più veloce, ma a Olivier non serve: sfrutterà la rapidità di palleggio del Milan».

Su cosa consigliare a Giroud: «Impari la lingua e il modo di giocare del Milan, ma non ci saranno problemi: si adatta con facilità alle caratteristiche dei compagni».

Sullo scudetto e le parole di Giroud: «Per forza, il Milan non può avere obiettivi intermedi, lotterà per il titolo. Fare strada in Champions è più complicato, è un torneo difficile, ma l’importante è giocarla e farlo con continuità».

Su Maignan: «È un ottimo portiere, se il Lilla ha vinto il campionato lo deve anche alle sue grandi parate».

Sulla scelta di Donnarumma di andare al PSG: «È andato in un club di stelle, ma non sarà facile. La loro ossessione è la Champions. Se non vinci…».

Su Donnarumma e la candidatura a Pallone D’Oro: «Bisognerebbe assegnarne due, uno per l’Europeo, e in questo caso premierei Donnarumma o Jorginho, e uno per la stagione, e dico Lewandowski».

Su Ballo-Touré: «Uno sprinter da box to box. Mi aveva colpito quando era al Lilla, al Monaco ha avuto meno spazio e ha faticato un po’».

Sulla Ligue 1 come serbatoio di talenti: «Siamo bravi a formare i talenti, però da voi si diventa grandi».

Sul progetto Milan: «È la stra da giusta. E il mio amico Maldini fa un gran lavoro: sceglie talenti con futuro da campioni».

Sul capitolo trequartista: «Ziyech porterebbe quello che serve per la Champions. Giocatore da grande palcoscenico, segna e fa segnare».

Sull’Europeo e la spinta che può dare ai club italiani: «Assolutamente. Mancini ha creato un nuovo stile italiano che ha conquistato tutti. Al Mondiale sarete in pole, se vinci un Europeo in quel modo… La Francia tornerà: giusto tenere Deschamps».

Su Pioli: «È l’uomo giusto per il Milan. Lo ha riportato ai vertici e ha alzato il livello di tanti elementi della rosa, penso a Kessie. A Pioli non resta che vincere, ma per quello occorrono tempo e pazienza».

Su Simone Inzaghi: «La squadra resta attrezzata per lo scudetto, Lukaku ha tanti campioni attorno. Ripetersi, però, è difficile: la Juve lo ha fatto per 9 anni di fila ma èun’impresa. Infatti hanno richiamato Allegri…»

Su Cristiano Ronaldo: «È un fenomeno senza età. Uno così non ha mai problemi di motivazioni».

Su Immobile: «È stato criticato ma ha giocato un Europeo di sacrificio, spendendosi per i compagni, come Giroud al Mondiale 2018».

Su chi vincerà lo scudetto: «Lotta aperta tra Inter, Juve, Roma, Napoli, l’Atalanta che seguo con grande ammirazione da anni, e ovviamente il Milan. Avete bisogno che vi dica per chi farò il tifo…?».

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