HANNO DETTO
Mutti: «Sorpreso dal lavoro di Allegri, l’obiettivo è la Champions League ma è giusto sognare lo scudetto. Con la Roma gara spartiacque, Max è uno dei migliori allenatori del campionato. Sulle rivali dei rossoneri…»
Mutti, noto allenatore, ha analizzato in esclusiva ai nostri microfoni il momento del Milan e non solo: le sue dichiarazioni
Intervenuto in esclusiva a Milannews24, Bortolo Mutti, noto allenatore, ha dichiarato:
Il Milan, dopo l’importante vittoria contro il Lecce, si appresta ad affrontare la Roma in quello che è un vero e proprio scontro diretto per la Champions League con vista sullo scudetto…
«Devo dire che il Milan è una bella sorpresa, non me l’aspettavo a questi livelli onestamente. Vederlo secondo in classifica, con autorità e con la consapevolezza di poter ancora migliorare. Va dato merito al lavoro di Allegri. Il percorso che sta facendo è un percorso di grande stabilità. La vittoria che ha fatto con il Lecce è stata una vittoria meritata anche se sofferta per il risultato e non tanto per il gioco. Però è chiaro che ora il Milan ha grandi chance di essere nel novero delle pretendenti allo scudetto. Inter e Napoli sono superiori dal punto di vista tecnico al Milan. Però quando c’è questa autostima data dai risultati e questa consapevolezza che alcuni calciatori possano dare anche di più, come Leao, c’è da fare un pensiero per lo scudetto. Chiaramente la gara di Roma è uno spartiacque perchè aiuterebbe il Milan sia a rimanere nelle prime tre sia a mettere in difficoltà i giallorossi. Gara molto importante per tutto».
Allegri continua a ribadire a livello mediatico che l’obiettivo è solo la Champions League non nominando mai lo scudetto. Secondo lei dovrebbe sbottonarsi anche nelle dichiarazioni?
«Le dichiarazioni lasciano il tempo che trovano, a parlare alla fine è sempre il campo. Puoi dire quello che vuoi ma poi bisogna attenersi alla realtà. La realtà dice che il Milan è partito per tornare in Europa facendo uno step importante e questo lo sta facendo con grande autorità. Allo stesso tempo questo percorso lo ha portato vicino ad un altro obiettivo. Io credo che ancora oggi la priorità sia la Champions League e il consolidamento dell’obiettivo che la società e il tecnico hanno fissato ad inizio stagione. Ma strada facendo le cose crescono e cambiano. Non bisogna tralasciare niente di quello di buono che ti può arrivare, come anche di peggio. Io credo che in questo momento nello spogliatoio ci sia la consapevolezza di poter dare fastidio all’Inter, poi andrà visto di partita in partita. Ma occhio alle sorprese».
Dal punto di vista tattico come credi che imposteranno la gara i due allenatori?
«Credo che domenica si affrontino i due allenatori migliori del campionato italiano insieme a Conte. Completi sotto tutti gli aspetti, sia della comunicazione che del lavoro che dei risultati. Penso che non andranno a snaturare più di tanto le loro idee e il loro modo di porsi. Gasperini vorrebbe avere più slancio dalla società dal punto di vista del mercato anche come organico e ora lo stanno accontentando. Io credo che la partita verrà giocata con grande equilibrio e alla fine qualche gesto tecnico potrebbe fare la differenza. Il Milan con Fullkrug ha un potenziale offensivo più completo così come la Roma. Sarà una bella partita tra due squadre che si equivalgono. In questo senso la classifica non mente».
La Juve ha cambiato marcia con l’arrivo di Spalletti: nonostante lo scivolone di Cagliari i bianconeri possono rientrare nella lotta per lo scudetto?
«I 10 punti di svantaggio che hanno rispetto all’Inter rappresentano una forbice molto ampia e non so se i bianconeri siano in grado di fare un percorso in grado di limare tutti questi punti. Però è chiaro che da quando è arrivato Spalletti la Juve ha preso tutta un’altra strada, è una squadra molto più organizzata e più consapevole. L’ha ribaltata sotto tutti gli aspetti. Adesso è diventata una squadra molto competitiva come ha dimostrato anche con il Benfica ma credo che possa ambire al massimo al quarto posto. La ritengo inferiore a Milan, Inter e Napoli».
Qual è invece il suo parere sul lavoro di Chivu all’Inter, visto anche lo scettiscismo che ha accompagno il suo arrivo in nerazzurro in estate?
«Chivu sta lavorando bene e con grande equilibrio. Lui in nerazzurro veniva anche dall’esperienza nel settore giovanile e conosceva l’ambiente Inter e loro conoscevano lui. Passare dal Parma all’Inter poteva rappresentare una sorpresa perchè spesso ci si aspetta un percorso di maggiore formazione ma di certo se è stata fatta una scelta di questo tipo evidentemente c’era piena consapevolezza da parte di tutte le componenti. A prescindere dalla rosa che è di alto livello Chivu sta dimostrando una grande maturità a livello di gestione e di gioco».
Passando alla Lazio, come valuta il lavoro di Maurizio Sarri vista anche la situazione complicata dei biancocelesti?
«Sarri può lavorare con tranquillità solo se c’è chiarezza tra le parti. Se a Sarri dai una Cinquecento e pretendi che vada a correre in Formula 1 per il tecnico diventa impossibile. Con una Cinquecento magari arriviamo tra tre ore ma importante è raggiungere l’obiettivo. La chiarezza è alla base di tutto. Sarri deve lavorare con tranquillità e con comunione d’intenti. Spero e credo che ci sia».
Infine una sua opinione su lavoro di Pisacane alla guida del Cagliari vista anche l’ultima importantissima vittoria contro la Juve?
«Il lavoro di Pisacane è sicuramente positivo perchè, a prescindere dalla vittoria contro la Juve che ha dell’incredibile, una di quelle gare dove devi farti il segno della croce visto l’andamento, anche se il calcio è bello anche per questo, il tecnico esce da un contesto societario dove lui è cresciuto e ha lavorato dimostrandosi una persona molto affidabile per la società. Il Cagliari è stato coraggioso ad affidargli la panchina della prima squadra, sono passaggi che a volte è giusto rischiare. Penso che i sardi possano essere ripagati da una bella salvezza. La squadra non dà tutte le garanzie dal quel punto di vista ma col lavoro che stanno facendo la salvezza è possibile visto anche che alcune squadre che non pensavamo potessero essere invischiate stanno faticando più del previsto. Anche in zona retrocessione sarà un bel campionato».