Connettiti con noi

HANNO DETTO

Mirabelli: «Raiola? Se ci fossi stato io l’avrei fregato una seconda volta»

Alessandro Sgamma

Pubblicato

su

Mirabelli

Mirabelli torna a parlare del Milan e della questione Donnarumma che lui conosce molto bene. Lo fa sulle colonne del quotidiano Libero

Mirabelli torna a parlare del Milan e della questione Donnarumma che lui conosce molto bene. Lo fa sulle colonne del quotidiano Libero. Le sue parole.

COME RIUSCÌ NELL’IMPRESA- «Dando un vantaggio di quattro anni al club. Ora non capisco come il Milan sia arrivato a questa situazione: i tempi sono sbagliati, è assurdo trattare adesso. Il contratto andava rinnovato due stagioni fa, è l’Abc del calcio. I rossoneri hanno commesso un errore grave, ma non è l’unica situazione complicata…».

ECCO COME- «Calhanoglu va a parametro e Kessie ha solo un anno di contratto. Diventerà tutto più difficile. Quando, ai tempi, sono arrivato al Milan ho trovato 10 giocatori in scadenza compreso Donnarumma. E come prima cosa mi sono occupato della questione, risolvendola».

CAPOLAVORO DONNARUMMA- «Ho curato i minimi dettagli. Vi siete mai chiesti perché ogni giorno il portiere pubblicava post sui social che poco dopo
venivano tolti? Semplice: Raiola glieli faceva scrivere, io glieli facevo cancellare…».

IL MOMENTO DECISIVO- «L’atto finale. Ci troviamo con Gigio, la sua famiglia e i suoi agenti. Raiola si alza e dice: “Non firmare, ce ne andiamo. Seguici”. Appena i manager escono, Gigio prende la biro e prolunga il contratto. Senza la presenza di Mino».

SUL PRESENTE E SU CHI HA RAGIONE- «Non è questo il punto. Il segreto sono le commissioni e le clausole. La forza del contratto di quattro anni fa era proprio che non aveva nessuna aggiunta: il valore di Gigio era di 100 milioni netti. Punto».

RAIOLA ORA ATTENTO- «Mino ha già vinto arrivando a questa situazione, è stato bravo e glielo riconosco. In questo momento ha il coltello dalla parte del manico, ma se ci fossi stato io l’avrei fregato una seconda volta».

COME- «Muovendomi prima ovviamente. E dettando le regole».

Advertisement