Calciomercato
Milan Parma: attacco da rivoluzionare e poco coraggio, il Diavolo spreca il bonus Champions
Milan Parma, la sconfitta contro i ducali ha testimoniato come l’attacco sia da rivoluzionare in vista della prossima stagione
Il Milan ha gettato al vento un’opportunità monumentale per ipotecare la qualificazione in Champions League. Come sottolineato da Calciomercato.com, una vittoria contro il Parma avrebbe permesso ai rossoneri di volare a +7 sul Napoli e addirittura a +11 sulla Juventus. Invece, il verdetto del campo parla di una squadra che ha fatto decisamente troppo poco per vincere. Sebbene ai punti il successo potesse apparire meritato, il Diavolo non ha mai dato l’impressione di essere dominante o capace di affondare il colpo con la necessaria cattiveria.
LEGGI ANCHE: le ultime di calciomercato Milan
Milan Parma: le colpe di Allegri e un attacco che fa il solletico
Secondo l’analisi di Calciomercato.com, il confronto con l’Inter è impietoso: mentre i nerazzurri trasmettono pericolosità costante, il Milan spesso si limita a fare il “solletico” alle difese avversarie. Questo limite evidenzia un reparto offensivo costruito male e destinato a essere quasi completamente rivoluzionato durante il prossimo mercato estivo. Anche l’innesto di gennaio, Füllkrug, sta offrendo un rendimento onesto ma nulla di trascendentale, confermando i dubbi su una programmazione non impeccabile.
Le critiche non risparmiano la gestione tecnica:
- Mancanza di coraggio: Bisogna “tirare le orecchie” a Massimiliano Allegri. Nonostante il Parma non creasse reali pericoli, il tecnico è rimasto imbrigliato nel suo 3-5-2, rinunciando a osare per gran parte del match.
- Scelte tardive: Risulta singolare e parecchio tardiva la decisione di schierare le tre punte soltanto al minuto 85. In una gara così cruciale, serviva una dose maggiore di audacia molto prima.
- Responsabilità collettive: Le colpe sono da dividere tra la squadra, l’allenatore e una gestione del mercato non certo da incorniciare.
Il Milan deve ora rimboccarsi le maniche: quella strada verso l’Europa che poteva essere ormai in discesa si conferma invece ancora estremamente lunga e tortuosa.