Milan, il problema è il bilancio 2017/18: Gazidis vuole convincere la Uefa ad evitare lo scontro

Gazidis
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Il vertice di Nyon tra Gazidis e la Uefa potrebbe aver portato i frutti sperati: l’ad vuole convincere la Uefa che lo scontro non giova a nessuno

Ieri è andata in scena l’ennesima puntata della telenovela che vede protagonisti il Milan e la Uefa che potremmo titolare “Financial Fair Play”. Ivan Gazidis, nuovo amministratore delegato della società di via Aldo Rossi, è stato l’unico emissario rossonero presente a Nyon per trattare con l’organo federale. Una scelta che dimostra il tono interlocutorio del vertice e che aveva il solo scopo di dimostrare al più importante organo calcistico continentale la volontà del Milan di evitare lo scontro diplomatico. Gazidis ha presentato alla Uefa il piano di Elliott attestando la volontà dell’intera proprietà di riportare il Milan ai vertici del calcio mondiale nel più breve tempo possibile, una volontà acclarata anche dalla potenza economica del fondo americano che però ha bisogno di poter avere maggiore tempo per investire andando oltre il limite temporale del pareggio di bilancio entro il 2021. La richiesta dell’ad milanista, come vi abbiamo riportato ieri, sarebbe quella di allungare il mandato rossonero fino al 2023/2024 in modo tale da permettere alla società di poter continuare ad investire con maggiore tranquillità già nella sessione di calciomercato di gennaio.

All’interno dell’incontro però Gazidis ha anche analizzato, anche se non approfonditamente, insieme all’organo federale il bilancio del Milan 2017/18 che non è stato preso in considerazione all’interno dell’ultima sentenza. Un passivo di 126 milioni che legherebbe ulteriormente le mani al Milan e ad Elliott costretti a dover procedere con un annata di austerità (e magari qualche cessione eccellente) per appianare il passivo. La missione diplomatica di Ivan Gazidis a Nyon potrebbe però aver dato in parte i frutti sperati: l’ad ex Arsenal gode di straordinario rispetto all’interno dell’organo federale per quanto fatto e dimostrato in carriera nei suoi anni ai Gunners e pertanto il piano di investimenti da lui presentato è stato preso maggiormente in considerazione dalla Uefa rispetto a quanto fatto nelle annate precedenti con Fassone e Yonghong Li. La volontà del Milan è quella di sottolineare la totale estraneità dalla precedente gestione cinese per non correre il rischio che, alla fine della fiera, a rimetterci sia sempre e soltanto il Diavolo.