Esonero Gattuso, si rilancia l’ipotesi interna Leonardo: ma che idiozia sarebbe?

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Leonardo allenatore del Milan al posto di Gattuso per i prossimi sei mesi sarebbe una vera e propria idiozia sotto tutti i punti di vista

Il futuro di Gennaro Ivan Gattuso potrebbe anche non essere più al Milan nelle prossime settimane, fondamentale la sfida di sabato con la Spal, ma i rossoneri al momento non hanno per le mani alcun valido profilo che possa sostituire l’attuale tecnico a stagione in corso. Arsène Wenger non è mai realmente stato preso in considerazione dalla società di via Aldo Rossi mentre Antonio Conte, vero sogno di Elliott, non accetterà alcun subentro ma preferirebbe assumersi l’onere di allenare il Milan a partire dall’estate prossima. Nelle ultime ore Sport Mediaset ha rilanciato la possibilità, sinceramente fino a questo momento mai realmente presa in considerazione, di ipotizzare che Elliott possa puntare alla soluzione interna in caso di esonero di Gattuso promuovendo, o declassando dipende dai punti di vista Leonardo allenatore/traghettatore del Milan fino al termine della stagione. Una scelta che nascerebbe dalla volontà di Elliott e Gazidis di non voler appesantire troppo il conto economico della società con due allenatori sotto contratto.

Ora però proviamo a scendere nel dettaglio di quella che, guardandola da più punti di vista, rappresenterebbe forse la più grave idiozia compiuta dalla dirigenza milanista. Esonerare Gattuso per utilizzare Leonardo come traghettatore non è una soluzione ma solo una palese volontà di additare Ringhio come capro espiatorio di una stagione semi-fallimentare che ha portato la squadra fuori dall’Europa League nella fase a gironi e ad una lotta al quarto posto ancora tutta da costruire. “Esonerare tanto per esonerare” scegliendo la via più facile e contraddittoria possibile senza peraltro risolvere nulla neanche dal punto di vista economico dato che Gattuso ha ancora un contratto con il Milan fino al 2021 e anche da giugno con l’avvento di Conte rimarrebbe a libro paga del Milan a prescindere dal ruolo che Leonardo andrà a rivestire nei prossimi sei mesi. Speriamo dunque, come le nostre fonti confermano, che l’ipotesi “soluzione interna” sia solo un pensiero posato e poi fugacemente passato nelle menti dei dirigenti rossoneri. Quando il mare è in tempesta la fretta è cattiva consigliera: occorre tenere i nervi saldi e non ammutinarsi lasciando che sia il capitano a delineare il destino del proprio equipaggio. Arrivare alla terra o affondare.

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