La strategia di Elliott: capri espiatori, zero spese e l’alibi del FFP

Elliott
© foto Gordon Singer, proprietario del fondo Elliott

Elliott: l’operato dei Singer è ormai chiaro a tutti, anche a quei tifosi che per mesi hanno creduto alle buone intenzioni degli americani

ELLIOTT – L’operato della famiglia Singer è ormai chiaro a tutti, anche a quei tifosi che per mesi hanno creduto alle buone intenzioni degli americani. Il fondo non riporterà il Milan ai vertici, non sembra proprio essere questo l’obiettivo sportivo. Difficilmente i rossoneri potranno rialzare la testa se non arriva un nuovo proprietario.

CAPRI ESPIATORI – Zvnomir Boban è l’ultima vittima dei tagli iniziati nella scorsa stagione che hanno portato all’addio Leonardo, Gattuso e prossimamente anche Maldini, lo stesso Boban e Pioli. Cambiare ogni stagione è un punto di forza di Elliott, così facendo le responsabilità vengono dei fallimenti vengono scaricati sui dirigenti di turno (dirigenti e allenatori, tra l’altro, trovano altri impieghi e non rimangono a bilancio della società, vedi Leonardo e Gattuso). In realtà, bisogna comprendere che gli allenatori e, il direttore sportivo e il direttore tecnico al Milan decidono poco o niente. È tutto nella mani della famiglia Singer e dell’esecutore Gazidis.

NON SI SPENDE – Boban probabilmente avrebbe voluto Dani Olmo. Ma dall’alto è stato consigliato Rafael Leao che ha permesso al Lille (società che ha contratto un prestito di centinaia di milioni con Elliott) di incassare 28 milioni di euro. Lo scorso anno Piatek arrivò solo dopo il mancato riscatto di Higuain e il risparmio sull’ingaggio dell’argentino. Non facciamo ingannare dai “finti” investimenti. Solo nell’ultimo mercato invernale il Milan ha fatto cessioni per 35 milioni più altri 37 in caso di riscatto di Siviglia e Atalanta (rispettivamente Suso e Caldara). I rossoneri hanno preso solo tre giocatori in prestito (Begovic, Kjaer e Saelemaekers) e un giocatore svincolato (Ibrahimovic) solo grazie alle pressioni di Boban e Maldini.

TAGLI – A gennaio il monte ingaggi è sceso di quasi 20 milioni al lordo. Nell’ultimo anno il tetto salariale è stato ridotto di circa 50 milioni al lordo e molto probabilmente scenderà ancora con il mancato rinnovo di Bonaventura e Ibrahimovic e la cessione di Donnarumma. Non c’è nessun progetto, se non quello di vendere. Anche l’alibi del Fair Play Finanziario ha stufato i tifosi che ormai non credono più ad un regime di austerità che sembra affliggere solo il Milan. L’addio di Boban era scontato così come quello di Leonardo e Gattuso. I prossimi potrebbero essere Maldini, Massara e Pioli. Ma Rangnick, un grande dirigente di livello internazionale, è proprio sicuro di voler fare da capro espiatorio con un budget di 10 euro?