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Frattura totale al Milan: i retroscena della durissima lite tra Allegri e Ibrahimovic
Rapporti ormai inesistenti dopo lo scontro: Ibrahimovic si allontana da Milanello mentre la tensione con Allegri tocca il picco massimo
Il clima in casa rossonera è tutt’altro che sereno, e a confermarlo è una ricostruzione dettagliata pubblicata dal Corriere della Sera. I rapporti tra Massimiliano Allegri e Zlatan Ibrahimovic sono ormai considerati inesistenti, giunti a un punto di non ritorno dopo la sconfitta rimediata contro il Napoli all’inizio di aprile. Quello che doveva essere un normale confronto tra allenatore e dirigente si è trasformato in un alterco violentissimo, segnando la fine di una convivenza già storicamente difficile.
La miccia dello scontro: il caso del terzo portiere
In un clima già surriscaldato dai risultati deludenti, la scintilla che ha fatto esplodere il conflitto all’interno del Milan è stata, paradossalmente, una questione secondaria: la scelta del terzo portiere per la rosa della prossima stagione. Nonostante l’argomento potesse apparire marginale, è stato sufficiente a scatenare uno scontro verbale durissimo. Da quel momento, la frattura è diventata evidente: lo svedese ha smesso di frequentare Milanello per diverse settimane, riapparendo a San Siro solo in tempi recenti.
Un’antipatia storica: dal 2012 ai giorni nostri
Le tensioni tra i due non sono una novità, ma affondano le radici nel passato, quando lo svedese era ancora un calciatore sotto la guida del tecnico livornese. Come ricorda il quotidiano di via Solferino, già nel 2012 si sfiorò lo scontro fisico negli spogliatoi dell’Emirates Stadium. In quell’occasione, dopo una sconfitta per 3-0 contro l’Arsenal, Ibra rimproverò duramente ad Allegri un atteggiamento troppo rilassato nonostante il passaggio del turno, accusandolo di aver fatto scelte dettate dalla paura.
Il precedente di Londra e le accuse reciproche
Proprio il tema dei portieri sembra essere un destino ricorrente nei loro litigi. In quel lontano ottavo di finale di Champions League, lo svedese contestò apertamente all’allenatore la decisione di portare due portieri in panchina, ricevendo una risposta altrettanto piccata sulla sua prestazione in campo. Oggi, a distanza di anni, le dinamiche sembrano essersi ripetute con la stessa intensità: un conflitto di personalità che mina la stabilità della governance in un momento cruciale della stagione.