Gattuso: «La squadra è preoccupata, Higuain non è stato un peso»

Gattuso
© foto Facebook

Gattuso alla vigilia di Genoa-Milan afferma che la squadra è preoccupata e che Higuain non è peso per le squadra ma le voci attorno a lui sì

Il tecnico Gennaro Gattuso ha così parlato nella conferenza stampa della vigilia di Genoa-Milan:

Sulla Supercoppa e lo spirito: L’ho visto ma deve essere accompagnato dalla condizione fisica. Abbiamo fatto di tutto per fare gol ed è quello che ho volevo vedere. La Juve a livello di agonismo è cattiveria ci è superiore. Ora voglio vedere lo stesso spirito anche domani. Al primo episodio è una squadra che crolla. Quando potevamo dare il colpo del ko non lo abbiamo dato.

Su Calhanoglu mezzala: Può fare questo ruolo ma negli ultimi 20 minuti era sulle gambe. Deve migliorare la gestione della partita. Dà comunque grandissima qualità e palleggiare tra le linee. Lo vorrei più vicino all’area.

Sull’assenza di Higuain: E’ stato uno dei più brutti allenamenti della mia gestione per queste voci. La squadra è preoccupata e la rifinitura non è stata il massimo. Voglio vedere disponibilità e impegno. Higuain adesso non era pronto ed è stato giusto non convocarlo. Deluso? Non sono deluso. Ho fatto di tutto e lui si è comportato bene nei miei confronti. Accetto la scelta, è successo anche con Bonucci. Certo lui poteva fare di più e noi per metterlo nelle migliori condizioni. Higuain un peso? Io non mi libero di nessun peso. Ovvio poi della partita in conferenza non si parla ma ci sono 100 domande su Higuain. Non dobbiamo perdere energie in queste situazioni. Senza Higuain ci compattiamo? Cambiamo anche l’interpretazione del ruolo a seconda di chi lo sostituisce. Il Pipita ha attaccato pochissimo la profondità da quando è qui.

Su Piatek: Penso alla partita di domani. Roma e Atalanta vincono. Sicuramente se arriva è un giocatore con caratteristiche ben precise anche se perdiamo un giocatore importante. Se va via, non c’è nulla di ufficiale.

Sul suo stato d’animo: Sono preoccupato dal fatto che in questo momento devo cercare tranquillità, gioco e di mettere in campo la squadra migliore. Bisogna pensare a fare le cose con entusiasmo, perché è questo che serve alla squadra.

Sulla partita con il Genoa: Bisogna guardare la classifica. E’ una partita importante. Il Genoa è una squadra che corre tantissimo e forte fisicamente. Dobbiamo giocare con qualità e non scomparire dal campo al primo errore. Alla fine la qualità viene sempre fuori.

Sulle difficoltà di ambientamento dei grandi campioni: L’ho vissuto sulla mia pelle al Sion. Ero abituato a vincere e là ho fatto 3-4 passi indietro. Non bisogna cercare le cose perfette in queste situazioni.

Sull’arbitraggio in Superocoppa: Mi sono comportato da dilettante perdendo la testa. Ero arrabbiato e forse ho sbagliato. Mi sono meritato l’espulsione. Fa parte del calcio. Io contesto solo che se c’è il VAR di usa. Come hanno fatto con la Juve con i fuorigioco. Nelle due occasioni, fuorigioco di Cutrone e rigore su Conti, si poteva guardare. L’errore arbitrale comunque ci può stare.

Sugli infortunati: Biglia sta correndo, ci vorranno un paio di settimane. Suso si è sempre allenato anche se non è al 100% domani vediamo.

Su Conti: Abbiamo giocatori di grande affidabilità come Abate e Calabria e lui non ha i 90 minuti nelle gambe. Ci potrà dare una grandissima mano in futuro.

Ancora sulla Supercoppa: L’orgoglio di aver giocato alla pari c’è ma la coppa è nella bacheca della Juventus. Non dobbiamo accontentarci. Se domani facciamo una prestazione diverse non abbiamo fatto nulla.

Sul mercato: I regali? Me li aspetto da mia moglie al compleanno. Paquetà è un giocatore importante e vediamo cosa succederà. Io parlo spesso con i miei dirigenti e non c’è nessuna guerriglia. Le linee guida ce le dà la società. Dove ho chiesto rinforzi? Mettiamo che non arriva nessuno, restiamo così e pazienza. Bisogna mettere i giocatori al posto giusto e fare necessità virtù.

Sulle prossime partite: All’inizio giocavamo bene ma non arrivavano i risultati. Quella brillantezza ora l’abbiamo persa, anche per colpa degli infortuni. Se leviamo gli errori, eravamo una bella squadra. Vorrei vedere quel Milan là.