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Donadoni: «Non so quanto quanto l’Italia possa arrivare in alto. Giocarsela sì»

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Donadoni ha parlato a Gazzetta dello sport in occasione del debutto europeo di questa sera contro la Turchia, gara in programma alle 21

Donadoni ha parlato a Gazzetta dello sport in occasione del debutto europeo di questa sera contro la Turchia, gara in programma alle 21. Le sue parole.

DOVE PUÒ ARRIVARE- «Difficile dire dove può arrivare l’Italia, ma il cammino fin qui è stato davvero ottimo. Adesso però è il momento cruciale, quello della resa dei conti. Ci sono davvero nazionali più forti in assoluto e sarà un bel test. Ho visto un buon gruppo, un ottimo spirito di squadra, la sensazione è che questa Italia possa giocarsela con tutte e possa arrivare in alto. Non so dire quanto in alto, ma non ci
sono limiti»

DECISIVO- «Non mi sembra ci sia un singolo che spicca sugli altri, semplicemente perché è il gruppo l’arma vincente di questa squadra. Se proprio dovessi indicare un nome, be’, non si può negare che Barella sia quello che ha fatto progressi più notevoli. Ha dimostrato temperamento, coraggio, voglia, fisicità. È impressionante. L’importante è che non cambi mai il suo modo di essere e che questo suo contributo sia sempre collaborativo e al servizio della squadra, e non si trasformi in egocentrismo, ma non credo che ci sia questo pericolo».

SU MANCINI- «Mancini è l’allenatore e quindi il primo protagonista. Ha fatto tanto, è il capogruppo, il responsabile nel bene e nel male. Si devono a lui risultati, tipo di gioco, aspettative. Certo, le nazionali sono sempre legate alle annate, al parco giocatori, ma mi sembra che lui abbia fatto tutto molto bene e abbia anche investito sui giovani, lanciandone alcuni di grandi prospettive anche quando altri non ci credevano».

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