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Conferenza stampa Allegri: «Saelemaekers è disponibile, speriamo bene per Pulisic. Le polemiche di Inter Juventus? Vi rispondo così…»

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Allegri

Conferenza stampa Allegri, le parole del tecnico toscano alla vigilia di Milan Como, match di Serie A in programma domani alle ore 20:45

Alla vigilia di Milan-Como, recupero della 24esima giornata del campionato di Serie A, Massimiliano Allegri è intervenuto in conferenza stampa. Ecco, di seguito, tutte le sue dichiarazioni.

Sul momento che vive il suo Milan: «È importante perché siamo negli ultimi 3 mesi della stagione. Qui si decide la stagione, il campionato, i posti Champions e la permanenza di A. Abbiamo poco margine di errore, c’è poco tempo per recuperare. Domani partita difficile, Como ancora in piena lotta Champions. Bisognerà essere bravi a concentrarsi e preparare al meglio la partita».

Sul bollettino medico: «A parte Rabiot che è squalificato gli altri stanno abbastanza bene. Saelemaekers è a disposizione, Pulisic speriamo, perché ha sempre questo mezzo fastidio. Vediamo se ci sarà. Gimenez lo avremo al più presto con la squadra».

Sulle tante polemiche degli ultimi giorni: «Hanno già parlato in tanti. Noi bisogna rimanere concentrati sul nostro obiettivo, senza disperdere energie mentali e nervose su quello che è successo. Bisogna essere bravi a gestire all’interno della partita gli imprevisti. Queste cose nel calcio ci sono sempre state, ci sono e ci saranno. Le persone di competenze stanno lavorando per migliorare le cose del VAR oggettive. Poi le cose soggettive sono opinabili, quelle oggettive no. La cosa importante per noi sono i punti domani, bisognerà fare un altro passettino in avanti».

Sulla condizione di Leao: «Faccio fatica a dire la percentuale. Diciamo che sta bene. Ha fatto un buon allenamento anche ieri. È un giocatore, così come sarà Pulisic, che hanno avuto una stagione con problematiche fisiche ma hanno fatto gol importanti. Nella parte finale della stagione, quando cambierà totalmente le partite e ci sarà bisogno di giocatori tecnici come loro sicuramente faranno molto bene».

Sugli arbitri: «Io non so se serva professionalizzare gli arbitri o meno. Il campionato nostro è bellissimo, queste cose ci sono sempre state e ci saranno. Noi siamo stati capaci di andare ad analizzare un episodio del campionato inglese. Bisogna domandarci se sono più importanti le partite e le gestualità tecniche o le decisioni degli arbitri. Invece di andare ad analizzare un giocatore o un allenatore ci focalizziamo sugli arbitri. Togliere pressione agli arbitri sarebbe importante: si è abbassata l’età degli arbitri e per loro non è assolutamente facile. Ci sono tante pressioni in Italia perché la qualificazione in Champions è una questione di vita o di morte economica. Noi dobbiamo rimanere lucidi sull’obiettivo finale, tutto passa da lì».

Su Fabregas e le sue parole dopo il match d’andata tra Como e Milan: «Non credo che ci sia un dibattito. Diciamo che il Como e Fabregas stanno facendo un lavoro importante, sono in lotta per la Champions. Hanno fatto un lavoro in così poco tempo molto buono che c’è solo da fare i complimenti. Poi ci sono momenti in cui giochi bene e momenti in cui giochi meno bene. Per noi Milan è importante ottenere il risultato attraverso le prestazioni, che possono essere buone o meno buone, e abbiamo un obiettivo da raggiungere che è un posto in Champions».

Sulle simulazioni nel calcio di oggi: «Il calcio è diventato velocissimo, per l’arbitro non è facile. La velocità della palla, del gioco, la fisicità dei giocatori è diversa da 30-40 anni. fa. C’è da migliorare il VAR e trovare delle soluzioni, come sicuramente staranno facendo, e non è che le trovi in un giorno. Cerchiamo di arrivare all’oggettività. E cos’è l’oggettività? Secondo me una cosa che va assolutamente cambiata è quando c’è un fuorigioco e l’azione sfocia in calcio d’angolo il calcio d’angolo non può essere assolutamente dato. Simulazioni? È soggettività, a discrezione dell’arbitro. E lì non ci si può fare niente. Io faccio fatica a fare la formazione, figuriamoci se posso dire cosa deve fare il VAR. Il gioco del calcio non è facile spiegarlo, non possiamo indottrinare tutti. È bello perché il più debole può battere il più forte. Quello che è successo sabato dispiace a tutti, ma penso che i più dispiaciuti siano i protagonisti».

Sulle pressioni per la corsa Scudetto: «Non siamo l’unica squadra ancora in lotta per lo scudetto, mancano ancora 13 giornate e può succedere di tutto. Bisogna andare molto cauti, sia in testa che in fondo alla classifica. Noi non dobbiamo assolutamente avere dispendio di energie in quelli che sono fattori esterni. In questo momento ci vogliono i paraocchi».

Sulla possibile reazione della squadra dopo quanto accaduto in Inter-Juventus: «Perché? Stiamo facendo cose buone. L’Inter era la netta favorita del campionato, sono partiti favoriti col Napoli e in questo momento sono ancora più favoriti. Per noi mancano ancora tanti punti, dietro camminano. Juve, Napoli, Roma, Como… Bisogna stare molto calmi. Una volta centrato l’obiettivo Champions poi vedremo».

Su Galliani e lo striscione dei tifosi del Como: «Con Adriano siamo amici. Quando possiamo ci vediamo e parliamo di tutto. C’è sempre da imparare da Adriano. È il primo tifoso del Milan. Il primo messaggio che mi arriva quando vinciamo è sempre suo. Ora ci sono ottimi dirigenti che stanno lavorando per il futuro del Milan. Lo striscione di Como? È folklore, va bene così».

Sull’assenza di Rabiot: «Per quanto riguarda la formazione non ho ancora deciso. Jashari sta molto bene, devo valutare chi far scendere in campo. Adrien sta molto bene, è cresciuto a livello tecnico, tattico, fisico e mentale. Domani chi scenderà in campo sicuramente farà una bellissima partita».

Sulle polemiche e la posizione di Inter, Milan e Juve: «È impossibile da dirlo, a fine campionato diremo se siamo stati più concentrati noi o gli altri. Tutto dipende dal risultato finale. Per ora sono tutte supposizioni, i se non contano niente, conta quello che si fa nel campo. In passato ho fatto degli errori, sono caduto in polemiche, sbagliando. Quindi mi tolgo e ascolto».

Su Modric: «Il segreto di Luka è che ha una passione un amore viscerale per il calcio che lo porta a fare questa prestazioni, a chiedere scusa e arrabbiarsi con sé stesso quando sbaglia un passaggio, uno ogni 50-60 che fa. La tranquillità con cui vive gli allenamenti e la partite, gli altri devono imparare molto: Luka quando c’è il momento decisivo della partita gli cambia l’espressione in faccia. E questa è una cosa dei grandi campioni».

Sulla partita di domani: «Bisogna giocare una partita ordinata, con loro se sei disordinato rischi di fare brutta figura. A Como Maignan ci ha salvato. Loro sono una squadra che gioca, si propone, sono in un ottimo momento. Bisogna fare una partita ordinata, di pazienza e di compattezza, che sono le nostre qualità migliori».

Sulla posizione del Milan prima di marzo: «La fotografia la facciamo a marzo. Detto questo, tutte le squadre hanno da recriminare. Se, se, se: avremmo fatto 100 punti, saremmo già in Champions. Tutte le squadre hanno da reclamare su qualcosa che hanno lasciato. I punti che abbiamo, 53, sono quelli che meritiamo. Domani c’è una partita molto difficile, poi Parma e Cremonese che ci porteranno al derby. Da queste tre partite vedremo dove saremo, saremo a marzo e quindi potremo fare un discorso diverso».

Se l’episodio di Kalulu ha ricordato quello di Muntari nel 2012: «Il gol di Muntari era una roba di oggettiva. E quello scudetto non l’abbiamo perso per il gol di Muntari, l’abbiamo perso dopo. Un episodio ti condiziona una partita, non un campionato. Quel gol era oggettivo, ma non l’abbiamo perso per quell’episodio lì. Sabato? Dobbiamo decidere se il VAR può intervenire… L’oggettività nel tennis è se la pallina è dentro o fuori. Lasciamoli lavorare, tra qualche anno magari funzionerà sicuramente meglio. Indietro non si deve tornare, bisogna avere un pochino di pazienza».

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